Regione Lazio, sindaci incompatibili dopo le elezioni

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Una storia politica opposta ma parallela quella di Simone Lupi e Adriano Palozzi, freschi eletti in Consiglio regionale. Opposta per ideologie: del Pd il primo, del Pdl il secondo. Ma parallela in molti altri punti.

Entrambi sono sindaci di due belle cittadine dei Castelli, entrambi sono giovani ed entrambi sono vogliosi di crescere e mostrarsi espressione del territorio che li ha cresciuti. Da 48 ore è iniziato per loro un nuovo percorso istituzionale, che per cause di incompatibilità li porterà a lasciare lo scranno comunale più alto.

Ma adesso per Lupi e Palozzi è il momento della gioia, dei ringraziamenti dopo una campagna elettorale dura ma vincente: «Quando ho deciso di accettare la candidatura – spiega il sindaco di Ciampino – l’ho fatto per spirito di servizio nei confronti della politica e dei cittadini che ogni giorno incontro sulle strade». Cittadini che lo hanno ripagato con oltre 9mila preferenze. Un po' meno di quelle accaparrate dal collega marinese Palozzi, che ha vinto la palma del candidato Pdl più votato in provincia di Roma.

Palozzi che ha voluto festeggiare la vittoria in mezzo alla sua gente, a Marino appunto: «Ho la prova che la politica paga e ripaga quando si vive e si lavora costantemente nel territorio e per il territorio – rimarca soddisfatto l'ex presidente Cotral -. È la presenza, la vicinanza, il contatto con i cittadini che fanno emergere, se ci sono, le capacità di un amministratore. E credo che nel mio caso la regola sia confermata».

Dopo la sbornia elettorale Palozzi e Lupi dovranno lasciare la poltrona da sindaco, aprendo così a Marino e Ciampino nuovi scenari politico-amministrativi. Ammesso e non concesso che le dimissioni dei due arrivino prima dell'estate, a quel punto le funzioni dei primi cittadini verranno portate avanti dai vicesindaci: consiglio e giunta comunale dunque dovrebbero rimanere in carica sino a nuove elezioni amministrative. La prima data utile pare essere primavera 2014, in concomitanza con le Europee.

Anche sul versante prenestino c'è chi dovrà abbandonare in anticipo la guida del municipio: è il sindaco di Palestrina, Rodolfo Lena, eletto anch'egli a furor di popolo consigliere comunale. Lo “zingarettiano” si è detto felice per il risultato raggiunto e per una “campagna elettorale bellissima”. Solo nella sua città infatti Lena ha sfondato le 2mila preferenze.

Marco Montini