Omicidio Lo Presti, si seguono quattro piste

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E' immerso nel giallo l'assassinio del fotografo dei vip Daniele Lo Presti, ucciso mercoledì pomeriggio mentre stava facendo un po' di joggins sul lungotevere, all'altezza di ponte Testaccio. Gli inquirenti non escludono nessuna pista, ma in queste ore sembrano puntare su quattro possibili ipotesi. Perde quota (pur restando valida) quella legata alla professione della vittima che magari potrebbe aver scattato qualche foto a personaggi della malavita i quali potrebbero avergliela fatta pagare.

C'è poi l'ipotesi della gelosia da parte di qualcuno nei confronti di un uomo che non aveva una relazione fissa e che risiedeva in un appartamento di via Rolli assieme a un amico: in questo caso c'è il “precedente” del 2009 quando a Vibo Valentia, paese d'origine del paparazzo, fu data alle fiamme l'auto di Lo Presti, minacciato successivamente anche con alcune telefonate.

L'ipotesi più accreditata al momento sembra essere quella di un litigio per motivi di denaro: Lo Presti avrebbe incontrato il suo killer lungo il percorso e all'altezza di ponte Testaccio la discussione sarebbe degenerata fino all'esplosione del colpo di pistola alla nuca che ha ucciso il fotografo. Ma la dinamica dell'assassinio rimane nebulosa e anche l'ipotesi di un'esecuzione di questo tipo (alle 17,30 circa in una zona così popolata e poco “raggiungibile” con auto e moto) lascia qualche dubbio.

L'ultima voce riguarderebbe, invece, la tragica “prova di un'arma” fatta da qualcuno nella zona e fatalmente “testata” ai danni di Lo Presti. L'autopsia e il lavoro della polizia scientifica chiariranno alcune questioni, intanto dalla testimonianza di un vicino di casa emergerebbe che il fotografo avrebbe avuto diverse discussioni molto animate al telefono prima di uscire di casa per l'ultima volta.