Ostiense, la Piramide incappucciata per restauro

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Da una settimana la Piramide Cestia di Roma (al confine tra Municipio I che ha la competenza e Municipio XI) è stata “incappucciata” completamente. La tomba di Caio Cestio Epulone, una costruzione alta 36,40 metri con una base quadrata di circa 30 metri di lato edficiata tra il 18 e il 12 a.C. prendendo “spunto” dai monumenti funerari egizi, dovrebbe essere rimessa a nuovo «in tempi molto stretti».

Ne è convinto l'assessore a Ambiente, Partecipazione, Urbanistica e Memoria del Municipio I, Emiliano Pittueo. «Gli interventi mirano a togliere le erbacce e a “sbiancare” le pareti annerite dallo smog della zona» dice il delegato del presidente Corsetti. «Già nella parte sommitale – continua Pittueo – l'intervento a quanto mi risulta è a buon punto e tra l'altro i lavori condotti dalla Sovrintendenza riguardano anche la vicina area archeologica che dovrebbe vedere inaugurato in primavera il nuovo ingresso su via Persichetti».

I lavori di restauro, come accaduto anche per il Colosseo e la fontana di Trevi, saranno finanziati dalla società giapponese di Yagi Tsusho, che ha firmato nel marzo scorso un accordo di donazione spontanea con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma la quale ha poi dato luogo ad una gara di appalto. Secondo la sovrintendenza i lavori sono iniziati il 26 novembre con le opere di cantiere per montare il ponteggio e poter eseguire i lavori di restauro. Successivamente la Piramide è stata circondata dalle impalcature e da una settimana è stata “incappucciata”. In attesa di tornare a risplendere in tutta la sua bellezza.

Tiziano Pompili