Municipio XX: Dopo le dimissioni la sfiducia | Finisce l’era Giacomini

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Da ieri Gianni Giacomini non è più il presidente del Municipio XX. Come era nelle previsioni della vigilia, l’Assemblea municipale ha votato e approvato a maggioranza la mozione di sfiducia presentata 10 giorni fa da 13 consiglieri tra cui i 3 “dissidenti” del Pdl Ariola, Mori e Targa.

Un documento che elencava ben 25 passaggi a vuoto dell’Amministrazione Giacomini nei cinque anni appena trascorsi, dal Piano di assetto del Parco di Vejo con le osservazioni concordate in commissione e poi stravolte dalla Giunta fino all’ufficio anagrafico a ponte Milvio, più volte annunciato anche con cartelli affissi e mai realizzato, passando per la voragine di via Comparini, che da 3 anni attende di essere sistemata, o per la scandalosa organizzazione di una manifestazione politica con ospiti lo stesso Giacomini, Cangemi e Storace all’interno di un circo mai autorizzato e che, stranamente, ha prolungato la propria permanenza oltre la data pubblicizzata e ha levato le tende un giorno dopo avere ospitato un comizio di Giacomini, Cangemi e Storace.

Ieri è stata tagliata la testa al toro, per dirla in gergo, visto che lo stesso “ex” minisindaco venerdì scorso aveva provato a prendere tutti in contropiede, presentando le proprie dimissioni. L’opposizione, col Pd in testa, rimarca l’importanza del dato “politico” della votazione di ieri, andata in scena in un’aula semivuota a seguito “dell’abbandono” della maggioranza. «Non ci bastavano le dimissioni di Giacomini – hanno commentato Daniele Torquati, capogruppo dei Democratici e Alessandro Pica, di Sel – abbiamo voluto dare un segnale forte alla dimostrazione dell’incapacità dell’ormai ex presidente sia sul versante amministrativo che su quello politico ». «Il Municipio XX ora ha la possibilità di aprire una nuova pagina del governo locale – ha aggiunto Torquati – segnata dal confronto democratico, dalla trasparenza, dall'innovazione e dalla progettualità che il centrosinistra è in grado di mettere in campo da subito».

E se i tre protagonisti indiscussi del “ribaltone”, Ariola, Mori e Targa confessano candidamente di aver votato «consapevolmente e volontariamente, senza personalismi, senza contropartite, senza alcun rancore, ma con la convinzione assoluta che questo fosse il bene della cittadinanza che rappresentiamo», dai piani alti del partito si levano gli scudi. «Prendiamo atto della decisione e dei conseguenti comportamenti dei tre consiglieri che hanno deciso di intestarsi il record negativo di aver mandato a casa il presidente del XX Municipio – dichiara Vincenzo Piso, deputato e coordinatore regionale del Pdl -. Dinanzi a

un fatto di tale gravità non esistono giustificazioni di sorta; il partito ha il dovere, non solo di prendere atto di un tale accadimento, ma anche e soprattutto di trarre le conseguenze di quanto accaduto. Per questo proporremo immediatamente che siano espulsi dal partito». Da oggi i poteri, secondo il criterio del riaccorpamento, tornano nelle mani del sindaco di Roma Capitale: sarà lui a nominare un commissario ad acta, che traghetterà il Municipio XX fino alle elezioni di fine maggio. Per le quali lo stesso Giacomini è già pronto a dare battaglia. Difficile, anzi improbabile, però, che possa ripresentarsi sotto l’egida del Pdl, che sembrerebbe aver già scelto Gianni Sammarco, deputato e coordinatore del partito romano.