Roma, centro storico: come in una giungla

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Il centro storico è diventato da tempo il regno incontrastato della sosta selvaggia. Automibilisti indisciplinati, furgoni che scaricano merci, Ncc, motorini: nemmeno le auto blu sfuggono alla “legge” non scritta dei furbetti che, incuranti della segnaletica, approfittano di ogni centimentro quadrato di marciapiedi, strade e isole pedonali per parcheggiare.

Un mondo al contrario, dove l’intruso sembra essere proprio chi, per le vie del cuore di Roma, dovrebbe essere maggiormente a suo agio: il pedone. I residenti puntano il dito contro la mancanza di controllo da parte del I Municipio e dei vigili urbani che però, a loro volta, girano la “questione” al Campidoglio: «Non ne possiamo più di questa situazione – scrive l’Ospol in un comunicato – Bisogna dire basta alla concessione, a pioggia, di permessi di accesso (A1) che hanno recato una situazione di allarme tra i cittadini, costretti a rimanere asserragliati nelle proprie abitazioni e nei negozi per le molteplici auto e moto in sosta nelle strade storiche dello shopping, oppure a zigzagare tra le lamiere per poter raggiungere la meta».

Spesso alla polizia locale viene contestata la pratica consistente nel “chiudere un occhio”, ma non è facile destreggiarsi nella confusione causata dalle ordinanze “ballerine” che si rimpallano tra l’assessorato alla Mobilità e il Municipio, soprattutto quando si è in una situazione, come quella attuale, di carenza d’organico. «Chiediamo al sindaco Alemanno di emanare un’ordinanza sindacale che istituisca piccole “isole pedonali” nell’intero comprensorio del Tridente – aggiunge il sindacato dei vigili – e di attivare, nel contempo, due unità operative di quartiere, automontate, più quattro unità di vigile di quartiere».

Se la prima proposta è da considerarsi poco organica, vista la mancanza di un serio piano di mobilità che preveda parcheggi e soprattutto la piena efficienza dei mezzi pubblici, la seconda potrebbe dare risposte apprezzabili sul fronte della lotta all’abusivismo commerciale e della sicurezza, problemi mai definitivamente risolti e sintomo di una crisi che continua a far sentire i suoi effetti ogni giorno. In particolare sulle botteghe storiche, che cercano sempre più di sopravvivere nonostante siano a tutti gli effetti portatrici sane della romanità più autentica. «Aprono bar e ristoranti – dichiara Adriano Angelini, presidente dell’associazione commercianti del Tridente – mentre le vecchie attività commerciali fanno sempre più fatica e sono costrette a chiudere i battenti. Abbiamo il 20-30% di incassi in meno, quando va bene, epppure finora non è stato fatto nulla. Stiamo pensando all’organizzazione di un centro commerciale naturale, ma ci vuole tempo».

L’Amministrazione Corsetti propenderebbe per un sostegno diretto alle imprese, ma con le risorse a disposizione è pura utopia. Casse al verde, inoltre, vogliono dire anche impossibilità di interventi di manutenzione per scuole e strade. «Siamo in seria difficoltà – fanno sapere dal I Municipio – perché ci esponiamo continuamente di fronte ai cittadini ma non possiamo dare alcun tipo di risposta, visto che il Comune ha tenuto le risorse per sè». Una delle note dolenti arriva anche dal settore “rifiuti”. Perché spesso a “sporcare” le più belle piazze del centro non ci sono solo vetture in doppia o tripla fila, ma anche i disagi dovuti a un servizio di raccolta lontano da livelli accettabili. Un progetto omogeneo per la raccolta differenziata, infatti, non è mai partito, con alcuni quartieri che restano del tutto scoperti. E che così come viene attuato, nun funziona. Come ha fatto notare già pochi giorni fa Matteo Costantini, candidato presidente al Municipio I con la lista Uniti per il Centro Storico.   

Diego Cappelli