Gli artisti di strada tornano nelle piazze della Capitale

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Atmosfere suggestive, imprevedibilità e fantasia allo stato puro. Sono gli artisti di strada presenti tra le piazze e le vie di Roma. Possiamo trovarli in equilibrio sulle corde tra le vie del Porto Fluviale, con le clave volteggianti in via Nomentana, impavidi tra fuochi e sorrisi increduli in via Prenestina, iracondi teatranti in un duello medioevale al Forte Prenestino, tra grandi bolle di sapone a Trastevere, accanto ad un semaforo su viale Palmiro Togliatti oppure gioiosi su un monociclo tra le vie del centro. Ma basta anche un parco per fare festa.

Il Registro degli Artisti di Roma al momento conta ben 279 professionisti. Provengono da scuole di circo, di teatro o di musica e hanno un’età compresa tra i 15 ai 40 anni. Uno spettacolo ha una durata in media di trenta minuti ma c’è tanto lavoro dietro: bisogna inventarsi una storia, preparare il numero e poi osservare sul campo la risposta del pubblico.

«Ho iniziato quindici anni fa – spiega Daniele, equilibrista su corda molle di 38 anni che lavora presso il Circo Squilibrato – all’università per gioco tra una pausa e l’altra. Dopo due anni di lavoro da ingegnere mi sono licenziato ed ho iniziato a fare spettacoli. Ricordo un’esibizione in cui passavo gli hula hoop alla mia collega e, sotto la mia maschera, le sussurravo battute. Il risultato? Mentre si esibiva è scoppiata a ridere, e il pubblico ha reagito con grande allegria». La sua compagnia è composta da sei artisti: Daniele si esibisce su corda molle, Fabrizio e Elena fanno filo, Giulia e Lorenzo sono giocolieri e Rinalda è la donna del fuoco. E le sorprese sono all’ordine del giorno. «Durante uno spettacolo – racconta Fabrizio, trent'enne della compagnia Circo Squilibrato- è intervenuta dal pubblico una volontaria giapponese dalle posture molto ironiche: appena muoveva un piede faceva scoppiare tutti a ridere. Le persone ci apprezzano molto e ciò ci riempie di gioia».

Se la spettacolarità si attenua, è l’ora del clown che irrompe sulla scena con gag e battute. «Utilizzo -spiega Daniela, membro della compagnia Cirofficina- le clave, le palline e gli hula hoop. Ma una pallina può diventare un frutto oppure un cocktail può trasformarsi in tre arance. Le scene più belle sono le reazioni spontanee dei bambini. Ricordo uno spettacolo in cui ho iniziato con un vestito elegante ed ho terminato con un grembiule e degli occhiali goffi. Un bambino grida “ma no! ma così è brutta!”. La risata corale è stata immediata».

Ma non è una vita semplice. «L’arte di strada – sottolinea Daniela – alimenta tante emozioni ma va vissuta nel presente perché non si hanno garanzie sul futuro». Forti le critiche in merito alla delibera della giunta Alemanno dello scorso anno. «Un registro degli artisti di strada –commenta Fabrizio- non ci garantisce diritti o autorizzazioni ma solo interruzioni a causa dei ripetuti controlli da parte dei vigili. A mio avviso è una delibera assurda e altamente limitante che ha provocato un forte calo di esibizioni. Un vero abbattimento delle attività culturali. Fortunatamente la Cassazione ha deciso di annullarla. Speriamo –conclude- di trovare una strada migliore con il nuovo sindaco Marino».

Agostina Delli Compagni