Fiumicino, in aeroporto con una pistola nel trolley: hostess in manette

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Se ne andava in giro con una pistola di due chili nel trolley: ma è stata scoperta e arrestata. E’ così finita in manette con l’accusa di porto abusivo di armi J.J., una hostess americana di 60 anni ‘pizzicata’ con un revolver a tamburo modello “Sig Sauer”, calibro 40, smontato e sistemato all’interno del proprio bagaglio a mano in cui si trovavano anche una quarantina di colpi, di cui cinque già esplosi.

L’episodio si è verificato domenica mattina all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. Ad effettuare la scoperta, procedendo poco dopo al fermo della donna, gli agenti della Polaria impegnati nei controlli di sicurezza effettuati sugli equipaggi delle compagnie aeree in transito allo scalo romano. Sembra che la sessantenne, assistente di volo per la compagnia Us Airways, in servizio su un volo da Roma a Charlotte, appena prima di passare i controlli avesse “trafficato” con il proprio trolley, frugando e infilando la mano all’interno. Questo avrebbe insospettito gli uomini della polizia di frontiera, agli ordini del dirigente della Quinta Zona, Antonio Del Greco, e coordinati dal dottor Rosario Testaiuti, che avrebbero puntato l’attenzione sull’hostess scoprendo immediatamente, con l’utilizzo del metal detector, la presenza della pistola. Accompagnata presso gli uffici della Polaria, la sessantenne avrebbe fornito agli inquirenti una serie di spiegazioni tanto fantasiose quanto contraddittorie. Secondo il suo racconto, dapprima avrebbe dichiarato di aver trasportato l’arma “per fare un favore ad una persona, ignara che questo in Italia potesse rappresentare un reato”.

Avrebbe poi aggiunto di aver portato la pistola nella Capitale direttamente dagli Stati uniti, dove i controlli sugli equipaggi vengono condotti a campione. E poi ancora, cadendo in pesanti contraddizioni, avrebbe detto di aver preso una borsa non sua, bensì del proprio figlio, senza accorgersi né del revolver né dei colpi. Tutte spiegazioni che non hanno affatto convinto gli investigatori che, avendola colta in flagranza, l’hanno arrestata e quindi accompagnata presso il carcere di Civitavecchia dove si trova in attesa di essere interrogata. La Procura della Repubblica della città marinara ha aperto un’indagine per fare chiarezza sulla vicenda e sui motivi per i quali la donna avesse con sé l’arma, benché smontata. Resta poi da capire, attraverso gli esami balistici, quando quei colpi siano stati esplosi. L’hostess, incensurata per gli Usa, avrebbe un porto d’armi americano. Informati dell’arresto l’Interpol, l’ambasciata americana e il marito della donna.

Maria Grazia Stella