Maestre senza stipendio: momenti di caos all’asilo

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Lui, loro e gli altri. Sembrerebbe il titolo di un film. Non lo è. Gli interpreti di questa “storia all’italiana” sono il Comune di Roma, i titolari dell’asilo nido paritario “Bimbi&Blues” e i bambini che ogni giorno frequentano la struttura di via della Mortella, zona Tiburtina.

Come noto, una scuola paritaria è un organismo privato che, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalle Legge n. 62/2000, riceve un contributo pubblico dallo Stato. Ebbene, nel caso specifico, dallo scorso febbraio “Bimbi&Blues” non ha più ottenuto alcun versamento dal Comune. Situazione che venerdì 21 ha portato i gestori dell’asilo a dare comunicazione di possibili disagi per i giorni a seguire.

«Siamo costretti ad informarvi che a partire da lunedì 24 giugno – recita un avviso affisso in bacheca – a causa della mancata liquidazione delle nostre fatture dal mese di febbraio 2013 da parte di Roma Capitale, non tutte le educatrici potranno essere presenti al nido. (…) Rispetteremo il rapporto numerico educatrici/bambini e quindi accetteremo in entrata solo un numero limitato di utenti che sarà proporzionato al numero di educatrici presenti». In realtà ieri mattina l’ingresso non è stato precluso a nessuno dei piccoli solitamente ospiti della struttura. Insieme a loro, i genitori si sono ritrovati prestissimo fuori dalla scuola. «Mi sono alzato alle 6.00 per cercare di non arrivare in ritardo», dice Roberto, padre di un bimbo di 18 mesi. Alcune mamme parlano di «guerra fra poveri», se la prendono con i responsabili del centro per lo scarso preavviso con cui sono stati avvisati di quando sarebbe potuto succedere.

«Comprendendo le esigenze di tutti abbiamo deciso di fare un passo indietro rispetto a quanto scritto venerdì», spiega Valentina Somma, una delle titolari dell’asilo. «Ci ritroviamo in una situazione nella quale le nostre educatrici, a cui non abbiamo potuto pagare lo stipendio negli ultimi mesi, non hanno i soldi per venire a lavorare». Eppure, con due mandati datati 4 e 10 giugno – di cui abbiamo potuto prendere visione – il Comune ha autorizzato i pagamenti ma “solo” per i mesi di febbraio e marzo. Denaro di cui ancora non si è vista l’ombra.

«Abbiamo fatto fronte a due mensilità per tutti i collaboratori, ai contributi mensili richiesti e regolarmente versati ogni mese (giugno compreso), alle spese correnti, alle utenze e alla spesa giornaliera con i nostri risparmi privati, resistendo fin quando abbiamo potuto», aggiunge Somma. Ma, conclude, «mentre le verifiche contributive dei dipendenti (il cosiddetto Durc, ndr) sono regolari, i soldi che ci spettano non arrivano».

Giorgio Velardi