Salute, al Gemelli day-hospital contro il “poliabuso”

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E' nato al policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma un servizio in day-hospital dedicato a una forma insidiosa e poco conosciuta di dipendenza che moltiplica i rischi per la salute e sconvolge spesso giovanissimi ignari dei pericoli cui vanno incontro: il poliabuso. Quando si è preda dell'uso di più sostanze psicoattive associate all'uso di alcol e psicofarmaci per esempio, si instaura una dipendenza multipla ancora più insidiosa.

Il servizio di day-hospital di Psichiatria e Farmacodipendenza, presentato in occasione della Giornata mondiale contro le droghe che si celebra oggi, è diretto dal professor Pietro Bria ed è un'esperienza nuova in questo settore: "Saremo tra i primi a valutare l'efficacia del regime di day-hospital con queste persone, garantendo una specificità relativa alla presa in carico psico-fisica dell'utente con l'intervento di un'equipe multidisciplinare senza la necessità della residenzialità dell'intervento, ma avvalendosi di un presidio sanitario importante quale il ricovero in day-hospital. Quindi una via di mezzo che, sottolineando l'importanza del problema non propone la residenzialità", spiegano i referenti del progetto il professor Luigi Janiri, il dottor Gianluigi Conte e il dottor Federico Tonioni. In Italia il poliabuso è un fenomeno diffuso. I dati raccolti nel 2010 da agenzie del territorio a Roma su un campione di studenti tra i 14 e i 20 anni, evidenziano un preoccupante incremento dell'uso di sostanze.

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Un liceale su tre beve superalcolici una o più volte la settimana. Il consumo di droga tocca il 6% dei giovani; il 3,1% dei quali la consuma con frequenza plurigiornaliera mentre il restante 2,9% dei soggetti la usa con cadenza plurisettimanale. Tra i ragazzi con età superiore ai 18 anni è radicata l'abitudine alla poliassunzione e tra le sostanze assunte spicca l'uso di cocaina seguita da cannabis e alcol. "La nostra esperienza con persone dai 16 ai 26 anni, adolescenti e i giovani adulti, ci ha insegnato molto – spiega la dottoressa Raffaella Franza, psicologa e psicoterapeuta dell'associazione La Promessa onlus che cura gli aspetti riabilitativi del progetto -. Abbiamo riflettuto sulla necessità di percorsi specifici e differenziati rispetto a utenti di età maggiore, che tengano conto della enorme flessibilità psichica di cui dispongono le persone di questa fascia d'età e della naturale capacità di evolversi. Il servizio ha la finalità di rispondere a queste domande specifiche di trattamento".

In cantiere c'è anche un progetto di educazione rivolto alle scuole, ovvero di organizzare momenti informativo-formativi nelle scuole secondarie superiori, con un duplice obiettivo: da un lato fare prevenzione verso l'uso di sostanze e i comportamenti a rischio, dall'altro rendere consapevoli i giovani degli effetti di tali sostanze al fine di modificare i comportamenti a rischio correlati all'uso di sostanze psicotrope. (fonte Dire)