Minidiscariche, erba alta e auto danneggiate: sos parcheggio Trionfale

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Prati incolti, motorini abbandonati, immondizia, scritte ovunque, cartelloni pubblicitari strappati, automobili deturpate, vetri per terra. In una parola: degrado. Una situazione alla quale si unisce un problema di sicurezza e di decoro, visto che il territorio è diventato preda di vagabondi, teppisti e ladri. Questa è la fotografia del parcheggio in via Pineta Sacchetti, all’altezza del civico 327, subito prima dello svincolo per via Trionfale.

L’area esiste dal dicembre del 2004, ossia da quando è stata inaugurata la Galleria Giovanni XXIII, che collega Montemario con il Foro Italico e la Tangenziale. Per la sua costruzione via Pineta Sacchetti è stata allargata e nel progetto è stata inclusa anche l’area di sosta, adiacente a una delle uscite della galleria, con intorno un prato che la separa dai palazzi circostanti.

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«All’inizio eravamo contenti del parcheggio, visto che qui scarseggiano – racconta Francesco, un residente del condominio di fronte – Ma poi abbiamo capito che questo spazio sarebbe stato abbandonato a sé stesso. In poco tempo l’erba e i rovi hanno raggiunto l’altezza di un uomo, era impossibile passare. Solo dopo le nostre proteste sono venuti a tagliare il prato e ora tornano solo quando l’erba è altissima ». Poi c’è il problema dei rifiuti: in questi anni nel parcheggio sono stati abbandonati tv, frigoriferi, divani, wc, batterie per auto, immondizia varia e veicoli senza targa, probabilmente rubati. Alcuni rifiuti sono stati rimossi dopo mesi o anni, altri sono ancora lì. Attualmente, ad esempio, ci sono tre motorini e una vecchia bicicletta, oltre a una macchina semidistrutta.

«Circa tre mesi fa – continua Francesco – sono venuti a rimuovere un pezzo dell’impianto di autolavaggio che c’era prima al posto del parcheggio. Quell’attrezzo è stato abbandonato qui per nove anni. Poi ci sono i cartelloni pubblicitari. Prima delle elezioni ne hanno messi altri che hanno peggiorato la situazione perché fogli e cartacce finiscono sempre per terra. Dopo dieci giorni dal ballottaggio sono venuti a togliere la struttura, lasciando però i cartelloni di carta per terra, ammassati sopra uno dei motorini abbandonati».

Spesso l’immondizia viene lasciata anche sulle scale e davanti la porta dell’uscita di sicurezza della galleria che sbuca sul parcheggio, rifiuti che potrebbero intralciare il passaggio delle persone in caso di emergenza. «Oltre al degrado, il parcheggio non è più sicuro – racconta Chiara, altra residente – all’inizio era sempre pieno, adesso lo è solo di giorno. Dopo diversi furti d’auto e di pneumatici e danneggiamenti vari, ormai la notte poche persone si fidano a lasciarci la macchina. Io ho subito due tentativi di furto e una volta la mia auto è stata imbrattata con la bomboletta spray. Sono stata costretta a metterla in un garage a pagamento».

A completare il quadro di degrado c’è un edificio dell’Acea abbandonato da decenni e deturpato da scritte di giovani vandali spesso intravisti nel parcheggio. L’impianto, che forse è anche pericolante, probabilmente è diventato un rifugio per barboni, anch’essi intravisti: «Anche mentre facevano i propri bisogni vicino al muro, in pieno giorno – racconta Francesco – Una volta c’era un ubriaco disteso sul prato circondato da bottiglie vuote. È probabile che anche le scale di emergenza del tunnel siano il rifugio di qualcuno, visto che tempo fa là sotto c’era un materasso e sporcizia varia».

Qualche cittadino in questi anni ha provato a farsi sentire ma invano: «So che qualcuno ha mandato delle email al municipio e al comune – spiega Francesco – ma a quanto pare non è servito». Nel quartiere il verde pubblico e i parcheggi scarseggiano, perciò quest’area sarebbe utile, se solo fosse curata e più sicura. «Possibile che non si possa fare un giardinetto con aiuole e panchine? – si lamenta Chiara – se l’area fosse curata, e dunque più vissuta dagli abitanti, ladri, teppisti e ubriaconi forse sarebbero scoraggiati dal frequentarla. Speriamo che la nuova amministrazione faccia qualcosa».  

Annalisa Milanese