Castelli Romani e litorale, acqua a singhiozzo

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Esordio d’estate con acqua a singhiozzo per molti comuni della provincia di Roma. Carenze e disservizi si sono registrati in questi giorni non solo a Fiumicino e Genzano ma anche a Mentana, Lanuvio, Ariccia e Velletri.

Temporanei abbassamenti di pressione e mancanze idriche che secondo Acea, sempre più nell’occhio del ciclone, sono collegati agli alti consumi e alla contestuale riduzione della portata presso le fonti di approvvigionamento locali. Crescono, dunque, i malumori dei residenti nei confronti di Acea, mentre comitati cittadini e istituzioni affilano le armi per cercare di convincere il colosso di Piazzale Ostiense a trovare soluzione definitiva ai disagi.

Particolarmente caldi gli animi a Velletri, dove il locale comitato Acqua pubblica ha scritto all’Amministrazione veliterna, al prefetto Pecoraro e all’Ato2. Alla prima si chiede di «intervenire subito nei confronti del gestore affinché venga ripristinato il normale servizio di gestione, assicurando il rispetto della convenzione di gestione». Al secondo si prega di «vigilare sul rispetto della citata convenzione di gestione, intervenendo a tutela del diritto fondamentale di accesso all’acqua potabile», mentre si invita la terza a verificare se le reiterate interruzioni idriche a Velletri rispettino quanto previsto dalla stessa convenzione di gestione.

Interruzioni e disagi che nei giorni scorsi hanno interessato le zone di Colle dei Marmi, via della Cava, colle Caldara, via Appia Nord, colle Ottone, Rioli di mezzo «nelle quali – tuona l’assessore di Velletri Andreozzi – l'assenza d’acqua diretta ha toccato punte di 15 giorni; e nelle zone del centro urbano dove è stata disattesa la programmata turnazione. Per questo abbiamo inviato alla segreteria tecnica di Ato2 e alla presidenza Acea Spa, una lettera di protesta nei confronti del gestore». Nel contempo Andreozzi ha spedito pure una missiva di denuncia di interruzione pubblico servizio a Pecoraro, alla procura di Velletri, al commissario della Provincia Postiglione, all’Asl di Albano «per segnalare il grave pericolo per la salute pubblica derivante dall'assenza completa per più giorni dell'approvvigionamento idrico».

Problemi più contenuti invece a Lanuvio dove nel fine settimana il centro cittadino e la frazione di Campoleone sono rimasti a secco per qualche ora salvo poi il normale ripristino del flusso: forse la causa è da rintracciarsi nella mancata entrata a regime dei potabilizzatori, i cui lavori sono terminati ad aprile. Giorni di magra pure ad Ariccia, dove l’acqua è mancata nella parte alta del paese, a Monte Gentile e a Fontana di Papa. Il sindaco Cianfanelli, dopo aver esortato Acea sull’emergenza, si è detto preoccupato dell'aumento di densità di popolazione dei comuni intorno ad Ariccia.

E in effetti la questione dell’urbanizzazione ai Castelli Romani è quanto mai reale: oramai i residenti sono oltre 300mila e per usufruire di fonti idriche ad uso potabile, industriale e agricolo si arriva a prelevare fino a 550-700 metri di profondità, li dove l’acqua è più a contatto con le rocce vulcaniche, ricche di arsenico e altri metalli dannosi per la salute umana.

Marco Montini