Cantiere metro C, comitati contro il taglio degli alberi

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I residenti dei quartieri Celio e San Giovanni sono scesi ieri in piazza per manifestare contro il taglio di circa 89 esemplari secolari reso necessario dall'allestimento dei quattro cantieri per la realizzazione della linea C della metropolitana nell'area compresa tra Colosseo, San Giovanni, via Sannio, piazza Celimontana, via Ipponio e porta Metronia.

Un filo invisibile lega le sorti dei 29 pini che corrono lungo via dei Fori Imperiali, dei 32 platani a ridosso della porta dell'Asinara, dei quattro esemplari che svettano nel giardino della Pace al Celio e dei 15 grandi alberi che ombreggiano su via Ipponio, al destino del Gezi Park. Guarda infatti alla Turchia Nathalie Naim, consigliera municipale della Lista Civica, scesa ieri in piazza per dare il proprio sostegno alle proteste dei cittadini e degli ambientalisti. «I cantieri dureranno almeno altri sette anni e oltre ad essere alberi che difficilmente possono essere rimpiazzati, non saranno in ogni caso ripiantati prima di un lungo tempo», ha rivelato la consigliera del I municipio.

«Un danno enorme al paesaggio storico e alla qualità di vita delle persone», ha spiegato la Naim, dichiarando di essere venuta a conoscenza del taglio degli alberi previsto per ieri, attraverso un semplice volantino recapitato a casa dei cittadini. Una decisione che ricorda un'analoga, infelice disposizione di qualche tempo fa, che aveva assistito al taglio degli alberi per far posto ad una fantomatica uscita di una metro mai realizzata a piazza Venezia. E mentre qualche cittadino sul piede di guerra sta già pensando ad una colletta per sostenere le spese legali chiedendo i danni al Campidoglio, la neo assessore all'Ambiente Estella Marino interviene sulla vicenda: «La cura e il rispetto del verde saranno al centro della nostra azione, in armonia con la crescita delle infrastrutture della città», ha dichiarato l'assessore che assicura di aver già avviato la ripiantumazione degli alberi, con un rapporto di quattro piante per ogni rimozione, prima dell'inizio dei lavori.

«L'adeguamento delle aree di cantiere e l'abbattimento degli alberi sono stati rivisti e ridimensionati attenendosi strettamente alle esigenze del progetto e della sicurezza dei cantieri stessi», ha assicurato la Marino. Una risposta che non soddisfa troppo i comitati di quartiere e gli ambientalisti «pronti a incatenarsi in difesa del verde pubblico». «Quando si fanno delle opere è necessario attivare processi partecipativi che coinvolgano i tecnici botanici ed i direttori dei cantieri», tuona Paolo Gelsomini del coordinamento residenti città storica e presidente del “Progetto Celio”. «Chiediamo solo che venga fatto un sopralluogo da parte dei nostri tecnici botanici per conoscere anche il loro parere. Vorremmo, inoltre, avere accesso agli atti per vedere le motivazioni addotte dall'Ufficio Giardini e verificare la fattibilità del provvedimento», incalza Gelsomini. Un appello che ha ritardato di una settimana il controverso taglio degli esemplari per consentire l'intervento degli esperti botanici.

Il sit in di protesta dei cittadini romani in difesa delle radici, custodite tanto sotto i pini secolari quanto tra le fondamenta degli storici edifici del centro, è volto a scongiurare la possente ecatombe del l 'unico polmone verde di un'area che, correndo dal Colosseo a San Giovanni, si presenta tra l'altro ultimamente soggiogata dai cantieri ed ingabbiata in fastidiose recinzioni scomode per turisti e pedoni. I lavori per la realizzazione della linea C stanno infatti seriamente paralizzando un'area di elevato pregio storico, creando seri problemi alla viabilità. Basti pensare allo slalom cui sono sottoposti i turisti per accedere all'ingresso del Colosseo o alla difficoltà di circolazione quasi giornaliera lungo via dell'Amba Aradam o in via Ipponio nei pressi della Basilica di san Giovanni, meta di turisti e visitatori.

Samantha De Martin