Appio, intestazioni fittizie di sim per crimini: sequestrate 4 società

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Quattro società romane, tutte operanti nel settore della telefonia mobile, sono state sottoposte a sequestro dalla guardia di finanza.

Il provvedimento è il risultato di complesse indagini che hanno permesso di far luce sul fenomeno delle intestazioni fittizie di schede telefoniche, impiegate anche da esponenti della criminalità organizzata.

Le fiamme gialle, nel corso di indagini svolte nel tempo, avevano più volte riscontrato come esponenti, anche di spicco, del mondo malavitoso locale e nazionale, per le loro conversazioni telefoniche si servissero di schede SIM intestate ad ignari cittadini, anche stranieri, completamente inconsapevoli dell’illecito utilizzo dei propri dati personali. In alcuni casi, le schede erano intestate addirittura a soggetti inesistenti con nomi di fantasia.

L’attenzione investigativa si è così concentrata su un consolidato gruppo criminale, formato apparentemente da anonimi imprenditori romani, titolari di diverse rivendite di schede telefoniche e apparecchi di telefonia che, dietro compenso, fornivano migliaia di schede telefoniche anonime.

La base dell’organizzazione è stata individuata all’interno di un negozio di telefonia, situato nel quartiere Appio-Latino, nel quale il principale indagato, F.C., romano di anni 46, gestiva, in prima persona, la vendita delle schede telefoniche.

L’indagato utilizzava le generalità di ignari clienti che, in buona fede, le avevano fornite in occasione di precedenti acquisti di prodotti telefonici, fidandosi della correttezza del commerciante.

Il Tribunale di Roma ha quindi disposto il sequestro preventivo delle 4 società individuate, considerate strumentali al compimento di diversi reati, per un valore totale di circa 700.000 euro.

 

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