Emergenza rom, ancora roghi a Castel Romano

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Ancora una “notte di fuoco” per il campo nomadi di Castel Romano e ancora 3 moduli abitativi andati a fuoco. Casette polverizzate che vanno ad aggiungersi alle 12 già distrutte da inizio giugno. Casette vuote, che erano state assegnate ai rom di origine bosniaca, ora stanziati in via Salviati dopo il fugone degli scorsi giorni. A domare l'incendio ci hanno pensato i vigili del fuoco, coadiuvati da polizia di stato e municipale, mentre ieri mattina lo scenario, che si sono trovati di fronte gli operatori delle cooperative sociali, era da brividi: un'area devastata, preda dei conflitti sociali e forse di vere e proprie faide familiari.

La sicurezza dell'insediamento attrezzato è più che mai a rischio, la tensione si taglia a fette e c'è il pericolo che la situazione possa degenerare. Una brutta gatta da pelare per il neo presidente del IX (ex XII) Municipio Santoro, che un paio di giorni fa si è recato a Castel Romano, accompagnato dall'assessore ai Servizi sociali: "Ci stiamo adoperando con gli enti competenti per trovare adeguata soluzione ad una situazione complessa, che abbiamo ereditato e che evidentemente è stata finora mal gestita", dice il mini sindaco a Cinque. Novità potrebbero arrivare dalla riunione di giunta del IX, fissata per domani mattina, dove si valuterà, tre le altre cose, anche la destinazione dell'area dell'ex campo rom di Tor de' Cenci, finito nel mirino dei comitati di quartiere.

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I cittadini, infatti, erano preoccupati che i nomadi potessero rioccupare il villaggio sgomberato ma Santoro ha rassicurato gli animi con un “cinguettio” datato Primo luglio: “A Tor de' Cenci nessun campo nomadi. Giovedì in giunta nostra proposta per ridare l'area ai residenti”. Il tweet è piaciuto a metà al cdq Tor de' Cenci-Spinaceto, che sul blog si chiede: “Perché fare una nuova proposta? I cittadini già si erano espressi e tutti erano arrivati alla conclusione che la destinazione migliore fosse il trasferimento del deposito Ama da Via Renzini”. 

Marco Montini