Dopo Malagrotta, occhi puntati sulla Laurentina

0
29
 

Si torna sempre lì. A Roma sud. E' in quel quadrante della Capitale che si sta concentrando l'attenzione di chi dovrà scegliere la destinazione della discarica "di servizio – come scritto nel decreto del ministro Orlando – necessaria a completare il ciclo di selezione, recupero, raccolta differenziata e trattamento dei rifiuti", una volta che Malagrotta chiuderà i battenti.

Pochi mesi fa spuntò l''ipotesi di una cava di inerti a via Canestrini, zona Porta Medaglia, poi tutto e'' saltato e circa 10 giorni fa il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha rassicurato gli abitanti: «Non sono stati autorizzati nella vostra zona nè lo saranno impianti che possano mettere a rischio la salute o creare disagi ai cittadini". In realta'' i tecnici di Regione, Provincia e Comune, che insieme al commissario ai rifiuti, Goffredo Sottile, stanno lavorando alla localizzazione del sito (che lo stesso Sottile dovra'' sottoporre al ministro entro il 31 luglio), si stanno concentrando in particolare su due cave che si trovano poco distanti da via Canestrini. All''interno di una lista di dieci ipotesi (tutte cave di inerti già autorizzate e che in buona parte risiedono nell''ex Municipio XII) quelle ''evidenziate'' sono una discarica per inerti molto estesa (si parla di una decina di ettari) in via della Selvotta, una traversa di via Laurentina, e una cava in via di realizzazione (manca l''impermeabilizzazione), oggetto per ora di un recupero ambientale, proprio sulla via Laurentina, tra i quartieri di Fonte Laurentina e Trigoria.

Le due cave superano il milione di metri cubi ed essendo gia'' autorizzate, come detto, a ricevere rifiuti inerti, si trattera'' di estendere l''autorizzazione consentendo il conferimento anche dei rifiuti trattati di Roma. Quanti? Secondo quanto stimato nel corso dei tavoli tecnici che si sono riuniti, la cifra e'' di circa 500 mila tonnellate all''anno. Tuttavia, stando ad alcune indiscrezioni raccolte dall''agenzia Dire, i gestori delle due discariche (tutte riconducibili al gruppo Seipa, come pure quelle di via Ardeatina e via di Porta Medaglia) non sono favorevoli a questa ''nuova destinazione'' perche'' non si occupano di rifiuti e non intendono farlo in futuro. In piu'' avrebbero delle commesse anche per i prossimi tempi. Ma va ricordato che il commissario (che entro il 31 luglio dovra'' sottoporre la proposta al ministro), in virtu'' dei poteri aggiuntivi che gli sono stati conferiti ultimamente, puo'' espropriare il sito "a fini di utilita'' pubblica". Una extrema ratio rispetto alla priorita'' che, come recita il decreto ministeriale, e'' l''acquisto dell''area individuata.

Da non dimenticare anche che le due aree ricadono nel cosidetto vincolo Bondi, apposto dal Mibac nel 2010 e che tutela l''ambito meridionale dell''agro romano, quello Ardeatino-Laurentino. Nel frattempo, si lavora pure sulla destinazione transitoria che i rifiuti di Roma avranno dall''1 ottobre, quando sara'' scaduta l''ultima proroga di Malagrotta. L''Ama entro la fine del mese di luglio indira'' il bando che consentira'' di portare la frazione organica stabilizzata e gli scarti del trattamento dei tmb fuori il Lazio, o al nord o all''estero, visto che non trattandosi piu'' di tal quale il ''materiale'' inviato potra'' circolare all''interno del territorio nazionale senza problemi. Infine, dalla meta'' di questo mese partira'' la raccolta differenziata negli ex municipi.

(Dire)