Il Governo uccide le bionde: protesta a Montecitorio contro nuova tassa

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"Ci avete rotto i polmoni", "Non siamo fumo", "Io svapo, tu svapi, lui svapa, voi invece magnate soltanto", "Il fumo uccide. Le tasse anche". Erano questi alcuni degli slogan della protesta messa in atto questa mattina dai rappresentanti del settore delle sigarette elettroniche che manifestavano davanti a Montecitorio contro la decisione del governo di aumentarne l’imposta.

I manifestanti hanno avuto un breve incontro col sindaco di Roma, Ignazio Marino. Il primo cittadino, infatti, era diretto in bicicletta al vicino teatro Capranichetta per ascoltare un discorso di Goffredo Bettini. Accortosi della protesta, ha girato il manubrio e si è diretto verso gli striscioni dei rappresentanti delle bionde elettroniche per parlare con loro qualche minuto.

"I manifestanti – ha spiegato – sono preoccupati che la normativa possa arrivare a dire che le sigarette elettroniche debbano essere vendute solo in farmacia vanificando i loro investimenti. Il dibattito su come regolamentare le sigarette elettroniche è planetario e gli orientamenti cambiano di Paese in Paese. Il punto centrale è capire se questi prodotti, che non eliminano il danno ma lo riducono, debbano essere favoriti o sfavoriti".

"Molti nel mondo scientifico, con cui mi trovo d’accordo – ha aggiunto Marino – sostengono che è meglio un danno minore, inalare solo nicotina, rispetto al danno maggiore rappresentato dalla combustione delle sigarette tradizionali che rilasciano almeno 40 sostanze cancerogene. Ecco perché penso che si debba fare una riflessione approfondita nel nostro Paese su come normare questi prodotti, non solo dal punto di vista fiscale ed economico, ma scientifico. Penso che limitare il danno sia una cosa che va nella direzione giusta. Questa è la mia posizione, ma è il Parlamento che deve decidere, e io non sono in Parlamento".

"Nei prossimi giorni – ha concluso il sindaco – visto che questo è un argomento di cui mi sono molto occupato, presenteremo un documento con l’associazione “I think” che dice le cose che ho appena dichiarato".

(Foto Dire)