Fondi bloccati per gli asili di Ostia

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Tra roghi e mancata erogazione di fondi già stanziati ma “inspiegabilmente” fermi presso la tesoreria di stato si fa drammatica la situazione per le materne e gli asili nido comunali del X, peraltro il municipio con la “popolazione giovane” più numerosa della Capitale.

Ma anche il municipio che deve fare i conti con le lunghissime liste d’attesa in cui sono relegati i bambini, affidati sempre più spesso a strutture private con costi enormi per le famiglie costretti a sobbarcarsi questa ulteriore spesa. E intanto i finanziamenti promessi, stanziati e visibili, giacciono per “cavilli” presso il Mes.

A denunciare questa situazione è Simona Fares, titolare da dieci anni dell’asilo privato “Il mondo di Nemo” a Ostia. «Siamo vincitori di un regolare bando insieme ad altre 130 scuole della provincia di Roma che mette a disposizione un totale di 787.000 euro da parte della Regione Lazio e 1.350.000 da parte del ministero della pubblica istruzione per le classi primavera, frequentate da bimbi di età compresa tra i 24 e i 36 mesi», spiega la proprietaria del nido. Già nel mese di maggio è stata pubblicata la graduatoria nella quale, oltre a “Il mondo di Nemo”, cui dovrebbero essere assegnati 22.000 euro lordi, 18.000 netti, per le attività didattiche, finanziamenti necessari a garantire l’esistenza di questa struttura, ci sono anche “Il nido di Carlotta”, a Ostia, e “Il segreto dell’infanzia” ad Acilia.

«Ma tutto è fermo e bloccato: ci chiedono il Durc, un certificato mai richiesto prima d’ora. E ci chiedono anche di mandarne loro una copia! Una situazione paradossale visto che il Durc proviene proprio dai loro uffici», spiega Simona Fares che ieri ha incontrato la funzionaria del Miur presso il ministero. «L’ufficio VII dell’Ufficio scuole regionale non ritiene opportuno darci spiegazioni nonostante le sollecitazioni ricevute dall’ufficio II che ha firmato il decreto e la ripartizione delle somme, già stanziate e disponibili per i pagamenti a 130 scuole fra pubbliche e paritarie: e intanto rischiamo di chiudere perché le banche non ci danno aiuto», aggiunge.

A Dragona, invece, all’alba di sabato scorso è stata distrutta da un rogo l’ex scuola materna “Il solletico”, chiusa a gennaio di quest’anno perché fatiscente e pericolosa per l’incolumità dei cento bambini che la frequentavano. Si trattava di un container di circa 250 metri quadri, in lamiera, che poggiava su basi di cemento. Poi, l’altra notte il rogo. E il sopralluogo della Asl Roma D in quanto è probabile che nella struttura ci fossero componenti d’amianto trattandosi di un prefabbricato risalente agli anni Ottanta.

Maria Grazia Stella