Roma, vietato ai pedoni: battaglia contro barriere e abusivi

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Mentre Roma si prepara a diventare la capitale delle due ruote, una sorta di seconda Amsterdam avvolta da una cintura di piste ciclabili percorsa dal trillo dei campanelli e da sportivi finalmente certi di non dover incorrere in spiacevoli incidenti per la mancanza di spazi idonei alle passeggiate in bicicletta, qualcuno si interroga sulla sorte dei malcapitati pedoni alla ricerca di marciapiedi degni di tal nome.

Eppure sono davvero rare quelle aree pedonali ai margini delle strade che consentono un agevole passaggio senza dover schivare motorini parcheggiati qua e là su metà marciapiede, bancarelle di abusivi straripanti di marchi contraffatti, srotolate lungo il passaggio pedonale, camion bar addossati ai verchi pedonali o tavolini affollati di turisti al cospetto dei ristoranti e magari a ridosso delle fermate degli autobus. Nella babele di macchine, motorini, pullman e bici i marciapiedi della città dovrebbero costituire un nastro sicuro, una sorta di isola della salvezza per pedoni, anziani, bambini. Eppure il parcheggio selvaggio spesso ne vieta l'accesso, i ristoranti delle vie del centro ne ostacolano il percorso, costringendo i pedoni a slalom obbligati tra coppe di gelato e pizze distribuite sui tavolini di locali e bistrot.

E così, mentre nel pedone si accende l'imbarazzo nel violare quella piccola porzione di privacy di ospiti e turisti accomodati a gustare una cena, oltre che la difficoltà nell' aprirsi un varco tra le pietanze, i clienti giacciono indisturbati accanto a quei motorini parcheggiati che, una volta messi in moto, “deliziano” con il loro gas di scarico le prelibate pietanze. Il centro storico, da via della Vite a piazza Risorgimento, è particolarmente stremato da questa penuria di marciapiedi che, quando sono sgombri di tavoli apparecchiati, ingombranti menu in bella vista e sedie, appaiono quasi sempre percorsi da voragini e pozze d'acqua accumulatesi alla prima pioggia. Lungo viale Giulio Cesare, oltre agli ambulanti che la fanno da padroni, i manichini di molte boutique rendono difficoltoso il transito dei turisti all'uscita della metropolitana.

Stessa situazione in via Ottaviano, mentre in via Cola di Rienzo, simbolo della passeggiata “bene” di Prati, ambulanti e bistrot obbligano i pedoni a fermarsi, a cedere il passo magari ad un anziano o a un ciclista, prima di proseguire la passeggiata per non creare spiacevoli scontri con sedie e carrozzine “parcheggiate” dai clienti dei locali. Anche Borgo Pio ne sa qualcosa, invaso da ristoranti che apparecchiano le loro pietanze lungo i marciapiedi. «Chiederò che ci sia maggior rispetto per i marciapiedi: il primo luogo di sport della città, dove la gente dovrebbe avere la possibilità di camminare. Cominciamo proprio dall'abc, liberiamo i marciapiedi». Con queste parole Luca Pancalli, ex nuotatore e dirigente sportivo, neo assessore alla Qualità della vita Sport e Benessere del Comune, ai microfoni di Radio Città Futura è intervenuto sull'emergenza che interessa gli spazi pedonali, in città sempre più violati e ridotti.

E sulla vicenda dei camion bar che troppo spesso fagocitano gli spazi riservati ai pedoni è intervenuto l'assessore alla Mobilità di Roma Capitale Guido Improta che ha ribadito l'esigenza di «arrivare alla razionalizzazione della presenza dei camion bar tenendo conto delle situazioni consolidate». Una di quelle tematiche che vede le competenze a cavallo tra il Comune e la Regione e che sarà al centro di un tavolo tematico tra i due assessori al Commercio delle due istituzioni.

Samantha De Martin