Scandalo Enav-Finmeccanica, 10 arresti e 100 perquisizioni

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Dalle prime ore di questa mattina mattina i finanzieri del nucleo polizia tributaria di Roma e i carabinieri del Ros stanno eseguendo numerosi arresti per il fallimento della Arc Trade S.r.l., società, già al centro dell’inchiesta “Enav – Finmeccanica” condotta dalla procura della repubblica di Roma.

Il provvedimento si basa sugli esiti delle attività investigative riguardanti complesse operazioni di bancarotta fraudolenta, di falsa fatturazione, di riciclaggio e di trasferimento fraudolento di valori.

In carcere è finito il commercialista Marco Iannilli, dominus dell’Arc Trade S.r.l., già arrestato proprio nell’ambito del citato procedimento che ha riguardato le illegalità connesse all’affidamento di lavori da parte dell’Ente di Assistenza al Volo. Le indagini avevano infatti dimostrato che l’Enav assegnava commesse senza alcuna gara pubblica alla Selex Sistemi Integrati S.p.A. del gruppo Finmeccanica, la quale poi li sub-appaltava ad altre società, tra cui proprio l’Arc Trade S.r.l., che, attraverso articolati sistemi di sovrafatturazione anche con società off-shore, costituivano i fondi neri necessari per remunerare vari soggetti in grado di influire sul processo di affidamento dei lavori stessi.

Insieme a Iannilli, è stato arrestato anche Romano David, formale amministratore dell’Arc Trade S.r.l., nonché tre parenti dello stesso Iannilli: i cognati Caracciolo Maurizio e Gargiulo Nicola ed il cugino Caboni Roberto, quest’ultimo già tratto in arresto nel 2010 unitamente a Iannilli nell’ambito dell’inchiesta “Phuncard-Broker”, sempre della Procura della Repubblica di Roma. L’accusa per i parenti di Iannilli è quella di aver concorso nelle operazioni di bancarotta patrimoniale che hanno portato al fallimento dell’Arc Trade S.r.l..

Gli altri arrestati sono Ius Gianluca, Pasquini Simone, Palmas Cristian, Damiano Massimiliano e Giallongo Sebastiano, tutti accusati di aver costituito società fittizie che hanno emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti dell’Arc Trade S.r.l. con il fine di svuotarne le casse.

Proprio questo, infatti, è quanto le indagini del nucleo di polizia tributaria di Roma hanno consentito di appurare. In sintesi, la Arc Trade S.r.l. è stata deliberatamente portata al fallimento attraverso un progressivo prosciugamento delle sue risorse finanziarie, impiegate per pagare false fatture emesse da società compiacenti per importi ingentissimi, circa 14 milioni di euro, tanto da determinarne un irreversibile stato di insolvenza e la conseguente bancarotta.