«Non solo ritardi, ma anche viaggi bollenti per i pendolari della Roma-Civitavecchia»

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«Non è difficile rendersi conto delle criticità del servizio ferroviario regionale, soprattutto se si considerano specifiche linee. Oggi parliamo in particolare della FR5, Roma Termini – Civitavecchia, che fa dannare quotidianamente i pendolari laziali. Questi – secondo Codici – i maggiori disservizi: condizionatori rotti, mancanza di manutenzione delle strutture, mancanza di pulizia e igiene, continui ritardi, rallentamenti, soppressione dei treni e convogli inagibili. Tali criticità, già di per sé allarmanti, non prendono in considerazione le testimonianze dei cittadini che popolano il web.

Sono molti, infatti, i pendolari che lamentano continui e spiacevoli disservizi. C’è chi racconta di quando piove dentro al treno, per cui alcuni sedili rimangono inagibili perché bagnati. Oppure – continua ancora l'associazione – ci sono quelle persone che sono salite su un treno e sono scese subito, costrette ad aspettare il mezzo successivo. Il problema? Il riscaldamento acceso. Ebbene sì, anche nel mese di luglio. Non è neanche raro viaggiare con i condizionatori completamente rotti, sopportando i 30-34 gradi costanti per un intero viaggio. Anche le condizioni igieniche fanno penare i pendolari: alcuni bagni rimangono chiusi, perché guasti, per tempi illimitati, mentre la puzza di fogna pervade i vagoni limitrofi.

Per non parlare poi della diffusa sporcizia che a volte si incontra nei convogli, che fa dubitare dell’esistenza di un servizio di pulizia. Passiamo ai ritardi: almeno 10 minuti sono da mettere in conto quotidianamente. Si considerino poi anche le fermate e i treni soppressi (perché a causa del ritardo vanno a coincidere con quelli della corsa successiva), che delineano una situazione di vero e proprio disagio per i cittadini.

Qualche esempio: il primo luglio il treno per Civitavecchia ha subìto un ritardo di 25 minuti. Il 12 luglio – scrive Codici – un pendolare racconta che una carrozza era sigillata ed erano bloccate anche le porte di collegamento tra la seconda e la terza carrozza. Tutto ciò ha causato una situazione di sovraffollamento, oltrepassando di molto i limiti di sicurezza (e lasciando a piedi molti viaggiatori che si trovavano in testa alla banchina).

Sempre lo stesso venerdì c’è chi racconta l’odissea quotidiana di un treno che arriva con quasi 10 minuti di ritardo, in assenza di alcun avviso, ovviamente strapieno, che quindi non riesce ad accogliere tutti i cittadini. Per questo motivo parte con ulteriore ritardo. Chi non è riuscito ad entrare può aspettare il treno per Pisa, per il quale però sono previsti 15 minuti di ritardo, che alla fine diventano 30».

 «Insomma – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – le criticità della linea Roma – Civitavecchia sono davvero disarmanti. I pendolari che quotidianamente usufruiscono della linea pagano regolarmente un servizio che risulta a dir poco problematico. Per questo invitiamo le amministrazioni competenti ad occuparsi della questione nei tempi più brevi possibili, auspicando l’implementazione di interventi concreti e risolutori».