Colleferro, inceneritore in fiamme. Arpa Lazio punta il dito sulla sicurezza

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Stesso scenario, stessa paura. Un mese fa per un incendio toccato all’ex Snia di Castellaccio, al confine tra Anagni e Paliano, ieri mattina per un rogo, di entità molto più lieve secondo le forze dell’ordine e vigili del fuoco, propagatosi all’interno del termovalorizzatore di Colleferro.

In ogni caso un pessimo risveglio, appena un’ora dopo l’alba, per i cittadini lepini e di tutta la Valle del Sacco, ancora una volta buttati giù dal letto da un odore acre, insopportabile. Chi era già in strada, o ha aperto le finestre di casa cercando spiegazioni, ha capito subito che qualcosa non andava scorgendo la densa colonna di fumo nero alzarsi da uno degli impianti di lavorazione dei rifiuti più discussi del Lazio, balzato agli onori della cronaca nera già agli inizi del 2009 per lo scandalo legato al traffico di cdr “abusivo”.

«Piccolo incendio di natura industriale – si è affrettato a chiarire il Comune di Colleferro con una nota – immediatamente circoscritto dai vigili del fuoco prontamente intervenuti». Ci ha pensato il sindaco Mario Cacciotti, giunto sul posto pochi minuti dopo l’accaduto, a estendere le spiegazioni e a chiarire come il rogo abbia avuto una durata massima di 15 minuti e abbia riguardato soltanto uno dei due nastri trasportatori. Tra le cause, molto probabilmente, il surriscaldamento di un cuscinetto di scorrimento. Quel che più conta, in base alla versione fornita dai canali ufficiali, è che l’incidente “tecnico” non ha coinvolto in alcun modo i rifiuti, perciò «non c’è stato e non c’è alcun pericolo per la salute pubblica».

Alle dichiarazioni del primo cittadino colleferrino hanno fatto eco, subito dopo, quelle del commissario straordinario dell’Arpa Lazio Carrubba, che ha snocciolato i dati rassicuranti registrati dalle centraline di monitoraggio dell’aria. Un doppio invito alla calma che però, evidentemente, non basta più ai cittadini. «Due incendi in un mese raccontano della sicurezza degli impianti di trattamento dei rifiuti sul nostro territorio, mentre i residenti presso la discarica lamentano da mesi un puzzo insopportabile che si leva periodicamente dall’impianto – si legge sulla bacheca Facebook del gruppo Retuvasa -. Continuano a rassicurarci, a dirci che la situazione è sotto controllo. Eppure i rapporti sulla salute dei cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco restano inquietanti».

«Questo episodio, unito all’incidente di un mese fa alla Enercombustibili di Castellaccio, non può che generare apprensione per la cittadinanza, i lavoratori e le eventuali conseguenze ambientali – ha affermato Giuseppe Cappucci, segretario generale Cgil Roma Sud-Pomezia-Castelli -. Chiediamo che venga fatta la massima chiarezza e che venga mantenuta alta e costante l’attenzione, garantendo la sicurezza di questi siti e dell’intero territorio». Appello accolto prontamente dal sindaco Cacciotti, che per questa mattina ha convocato in Comune tutti i dirigenti di Gaia ed Ep Sistemi al fine di far luce sull’incendio avvenuto ieri e appurare eventuali responsabilità.

Diego Cappelli

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