Sos scuole da ristrutturare a Colli Aniene

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A Colli Aniene gli edifici scolastici sono in forte stato di fatiscenza e presentano gravi segni di deterioramento. Mettendo a repentaglio la sicurezza degli alunni che frequentano le scuole. Questo è quanto esce fuori leggendo il dossier raccolto dal coordinamento locale, costituito dalle associazioni Vivere a Colli Aniene, Comitato di Quartiere, Gruppo Crisalide, InFORMARE, Pitturando e con il sostegno di “I nostri figli al centro della sQuola”.

Diciassette pagine in cui sono messe nero su bianco le criticità infrastrutturali dei plessi scolastici del quartiere, fornite anche e soprattutto dai rappresentanti d’istituto e dai genitori degli studenti. «Il degrado dei plessi – scrive Antonio Barcella in rappresentanza del coordinamento cittadino – è stato più volte segnalato alle istituzioni ottenendo pochi e non risolutivi interventi. Per meglio comprendere l’urgenza di tale incontro ricordiamo che ben quattro sono stati gli edifici scolastici di Colli Aniene che negli ultimi anni sono stati affetti da crolli parziali del controsoffitto per infiltrazioni di acqua dal tetto. Solo questo dato, in un paese civile, dovrebbe essere sufficiente per accendere i riflettori su un degrado che appare irreversibile e in grado di compromettere la sicurezza dei più piccini».

Nella missiva inviata al Campidoglio e al Municipio V, i comitati richiedono urgentemente un colloquio al fine di risolvere insieme alle istituzioni le carenze molti edifici scolastici della zona. Tra le scuole da tenere maggiormente sott’occhio il coordinamento di Colle Aniene cita l’istituto comprensivo Balabanoff, che nonostante alcune ristrutturazioni degli anni scorsi, presenta «segni di deterioramento », un «giardino carente di manutenzione e pieno di buche», e una «scarsa illuminazione dei vialetti in parte sistemata con il contributo di alcuni genitori che si sono fatti carico di acquistare due grossi riflettori». Viene tirata in ballo anche la condizione strutturale del Nido La Mongolfiera magica, dove a inizio aprile «a causa di infiltrazioni di acqua dal tetto – è scritto ancora nel dossier – una parte del controsoffitto di un’aula è crollato durante le vacanze pasquali».

Tra gli altri problemi del Nido le associazioni rimarcano come l’area dei giardini non sia “sicura”, i “cavi elettrici e telefonici siano troppo bassi” e i termosifoni “ad altezza bimbo e senza nessuna protezione”. Altro plesso sotto la lente di ingrandimento è la scuola materna Mary Poppins, “chiusa per infiltrazioni dal tetto e crolli”, e sulla quale “ci sono dubbi sulla riapertura per settembre 2013”, spiegano ancora i comitati. Che all’interno del dossier prendono in considerazione lo stato strutturale di oltre dieci istituti: la speranza dei cittadini adesso è che il loro grido di allarme non resti inascoltato.

monz