Ardea, complesso Le Salzare: demolizione tra le lacrime

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Sono venute giù tra polvere e lacrime, le palazzine B e C del tristemente noto complesso “Le Salzare” di Tor San Lorenzo, abbattute ieri mattina su ordine del sindaco di Ardea Luca Di Fiori. Lacrime di rabbia da parte degli occupanti abusivi, di sollievo per i residenti delle palazzine regolari, che da tempo vivevano in una situazione di degrado e pericolo di certo non voluta da loro. Lo sgombero degli immobili è iniziato intorno alle 8 di ieri, mentre le ruspe sono entrate in azione poco dopo le 11.

Le operazioni si sono svolte senza problemi grazie al supporto delle forze dell’ordine, della Protezione civile e della Croce rossa. All’opera anche una quarantina di facchini, che hanno aiutato le famiglie nel trasporto degli oggetti prima di procedere alla demolizione del manufatto. Sul posto, dove nell’immediato è stata approntata una tendopoli per supportare le famiglie costrette a lasciare le abitazioni, erano presenti i carabinieri del Battaglione antisommossa.

In azione anche la guardia zoofila e la guardia nazionale ambientale. «L’operazione rappresenta la presenza dello Stato, un ulteriore segnale forte delle istituzioni sul territorio nella lotta all’illegalità. Un’azione programmata da diverso tempo con la Prefettura di Roma, il Comitato per la pubblica sicurezza e la Questura di Roma, che hanno messo a disposizione la forza pubblica necessaria in aggiunta alla disponibilità ordinaria di carabinieri, polizia di stato e polizia municipale. L’abbattimento dell’ecomostro sul sito archeologico rappresenta anche il riscatto di una città che vuole crescere e veder affermare sempre di più il rispetto delle regole. Se la Regione ci mette a disposizione le risorse necessarie andremo avanti con la nostra battaglia anche in altre zone», ha dichiarato il sindaco Luca Di Fiori.

Le due palazzine, costruite negli anni ’90 su vincolo archeologico, comprendono 72 appartamenti. Il Comune aveva avviato la demolizione del “Serpentone” con l’abbattimento della palazzina A. «Non abbiamo ancora un numero preciso di persone residenti, ma provvederemo a dare assistenza sociale a tutte le famiglie», ha concluso il primo cittadino. Ma nel pomeriggio è arrivata la preoccupazione dei proprietari regolari. «Molti dei rom costretti ad abbandonare gli appartamenti occupati abusivamente stanno tentando di entrare nelle nostre palazzine passando dai tetti. Temiamo per noi e per le nostre case».

Maria Corrao

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