Emergenza casa: due famiglie “occupano” l’Ater

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Non si arresta la protesta delle famiglie che vivono in emergenza abitativa. Ieri mattina due padri, con moglie e prole al seguito, si sono presentati davanti alla sede Ater (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale del comune di Roma) di lungotevere Tor di Nona e hanno “occupato” l’ingresso dell’edificio.

Entrambi i nuclei familiari hanno subito uno sfratto. In un caso si tratta di due coniugi romani che hanno fatto regolare richiesta per avere una casa popolare. A dicembre scorso si trovavano al 330esimo posto della graduatoria e ad oggi sono ancora in attesa di assegnazione. L’affitto che si sono dovuti sobbarcare per dare un tetto ai due figlioletti li ha portati ad essere in grave stato di morosità.

Situazione anche peggiore per l’altra famiglia, siriani con tre minori, da vent’anni in Italia: loro dormono da tempo in auto perchè non possono permettersi un alloggio. La disperazione ieri li ha fatti incontrare, la consapevolezza delle responsabilità del Comune ha fatto intrapendere loro la via della protesta.

Per l’Unione Inquilini, che ieri era insieme ai manifestanti sotto la sede dell’Ater, «l’emergenza casa è arrivata a un punto esplosivo» Per Massimo Pasquini, referente per Roma del comitato, quello delle due famiglie è solo l’ultimo caso di un dramma che affligge troppe famiglie nella capitale. «L’esasperazione delle persone si scontra contro l’incapacità delle istituzioni di rispondere», spiega a Cinque «Ma la situazione impone provvedimenti urgenti».

Solo dieci giorni fa il sindaco Ignazio Marino ha incontrato in Campidoglio i movimenti per il diritto all’abitare e ha scritto al presidente del Consiglio Enrico Letta per chiedere al Governo di interrompere gli sfratti nella Capitale. La risposta si fa ancora attendere. «È necessario passare dalle lettere ai fatti», attacca l’Unione Inquilini che da tempo ha proposto la sua ricetta per questo problema: «Vann requisiti gli alloggi sfitti, va utilizzato a fini abitativi il patrimonio del demanio civile e militare. Sono atti che deve fare il Comune di Roma. Subito».

Le due famiglie in difficoltà hanno ottenuto di incontrare oggi pomeriggio il vicesindaco Luigi Nieri e l’assessore alla casa Daniele Ozzimo. Nel frattempo hanno passato un’altra nottataccia, chi in macchina, chi con l’incubo di un nuovo sgombero.

Elena Amadori