Albano, scoperto deposito con armi e cocaina: due arresti

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Pistole semiautomatiche, un fucile a pompa, quasi 1.000 munizioni di tutti i calibri, revolver, pugnali d’ assalto, passamontagna, cocaina e denaro contante sono stati scoperti dagli uomini del commissariato di Albano alla periferia di Albano in una autovettura nascosta in un box chiuso in via Rocca di Papa.

L’attività di indagine, iniziata con pedinamenti e appostamenti e proseguita nei giorni passati, si è sviluppata tra i comuni di Cisterna, Campoleone, Lanuvio, Albano Laziale e Pavona e ha fatto individuare in B.G.M., pregiudicato 71enne, pugliese abitante a Cisterna di Latina, il responsabile di un’attività di spaccio incentrata prevalentemente nelle zone di Campoleone e Lanuvio. Anche i suoi frequenti spostamenti ad Albano, dove sembrava non avere interessi di sorta, e l’incrocio con le attività di P.D. 33enne di Genzano di Roma, operaio senza nessun precedente di polizia e senza apparenti collegamenti tra i due, hanno portato gli investigatori a ipotizzare che il 71enne potesse servirsi di un deposito sicuro per i suoi traffici messogli a disposizione da un insospettabile.

Nelle numerose perquisizioni effettuate per tutta la giornata di lunedì, dopo che B.G.M. era stato sorpreso a spacciare cocaina nei pressi di una zona periferica di Lanuvio e dopo che lo stesso aveva tentato di disfarsi di alcune chiavi, sono saltati fuori all’esito dei controlli stupefacenti, armi, corte e lunghe, munizioni, materiale di tutto rispetto scoperto all’interno del portabagagli di un’autovettura di proprietà dello stesso B.G.M. che era chiusa in un box privato, ceduto in uso dal P.D., luoghi e autovettura aperti anche con le stesse chiavi di cui che il B.G.M. aveva tentato di disfarsene: 75 grammi di cocaina parte già suddivisa in dosi; due pistole semiautomatiche; un revolver; munizionamento in vari calibri con circa 1.000 cartucce; 1 fucile a pompa calibro 12; 3 pugnali da incursore; passamontagna; denaro contante per oltre 20.000 euro.

L’uomo, pregiudicato, che già in passato ha scontato circa 20 anni di reclusione per l’omicidio nel 1979 di un capitano dei Carabinieri, già noto alla Polizia anche come ricettatore di oggetti preziosi, aveva evidentemente ritenuto essere più lucroso dedicarsi agli stupefacenti e alla ricettazione delle armi che ai gioielli. Le armi saranno sottoposte agli accertamenti tecnici per accertare il loro impiego in fatti delittuosi più gravi.

Per tutti e due si sono aperte le porte del carcere di Velletri, dove risponderanno in concorso tra loro di detenzione di sostanze stupefacenti al fine di spaccio, nonchè di ricettazione e detenzione illegale di armi comuni da sparo.