Un pomeriggio con gli occupanti in casa

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Un ragazzo che torna a casa dopo una giornata di lavoro. Degli occupanti che hanno deciso di prendersi la sua abitazione. E’ la storia di Raffaele: una delle mille sfaccettature che l’emergenza abitativa può assumere nella capitale. Tutto è cominciato ieri sera in un palazzo popolare di Tor Tre Teste, periferia est di Roma, quando il giovane, 35enne, ha aperto la porta d’ingresso e all’interno dell’appartamento ha trovato una donna italiana con due bambini. E le stanze completamente sottosopra.

“Non mi picchiare! Ce ne andiamo subito”, ha esordito l’occupante, una 21enne. Raffaele, ascoltava incredulo le parole della giovane mamma e cercava di mettere a fuoco quello che gli stava capitando: doveva prima tranquillizzare la donna, poi cercare di prendere in mano una situazione che, del tutto inaspettata, gli appariva già molto complessa. Mentre passavano i minuti, infatti, ha realizzato che l’appartamento era stato del tutto ripulito, mancavano il pc, l’ipod, i vestiti, i libri, la macchinetta fotografica e quindi dietro a quella occupazione doveva esserci l’opera di altre persone.

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“Alcuni ragazzi – racconta a Cinque –  erano di sotto, davanti al condominio, intenti a svuotare dei sacconi di oggetti di mia proprietà nei cassonetti dell’immondizia, mentre la mamma era in continuazione al telefono”.  Sembra che il compagno della ragazza avesse programmato di sistemare la famigliola, senza considerare che la casa scelta era già abitata.

Il tempo trascorreva e Raffaele continuava a essere circondato dai due bambini, il più grande di circa 5 anni, l’altro di appena 1, con la mamma che nel frattempo si era calmata. “A un certo punto ho riscaldato sui fornelli della cucina il biberon del piccolo – racconta il proprietario di casa – perché si  era fatto tardi e cominciava ad avere fame”. La situazione, sembrava difficile da sbloccare e non sono mancati anche alcuni momenti di tensione, finché i vigili della polizia locale, giunti all’appartamento, hanno spiegato l’unica soluzione possibile per risolvere la vicenda: far uscire tutti e mettere l’abitazione sotto sequestro.

La 21enne insieme ai suoi due figlioletti avrebbe rifiutato l’assistenza sociale e ha dichiarato che sarebbe andata ad alloggiare dalla madre residente in un palazzo poco distante. Il proprietario di casa si è cercato una sistemazione per la notte e questa mattina ha cominciato le pratiche burocratiche per rientrare in possesso della casa: prima ha dovuto recuperare i documenti depositati alla Romeo Gestioni (società che gestisce parte delle case popolari del Comune di Roma) e ora dovrà attendere l’esito dell’inchiesta del pubblico ministero.

Elena Amadori

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