Scuola, a Roma la rivolta degli insegnanti

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Meno sette giorni al suono della prima campanella. Ed è già alta tensione negli istituti scolastici. A tenere banco è il caro libri: per piu' di 8 famiglie su 10 (82%) è un vero problema secondo le ultime rilevazioni. All'interno della spesa scolastica a preoccupare di più sono proprio i testi (46%), seguiti da cancelleria e accessori (25%) e abbonamenti ai mezzi pubblici (11%). Per evitare la stangata, esperti e addetti ai lavori spiegano come ammortizzare le spese: comprare libri usati (41%), fare attenzione al rispetto delle norme da parte delle scuole (34%), acquistare i testi on line (26%) o rivolgersi alla Gdo (28%). 

Poi c'è la protesta degli insegnanti. Tutto regolare l'avvio dell'anno scolastico nei nidi di Roma. Non sono state segnalate situazioni di criticità' e i bambini sono stati accolti da 2.265 educatrici in tutto il territorio con professionalità e dedizione. Diverso il caso degli istituti superiori. Dopo il presidio di lunedì, oggi pomeriggio Giorgio (25 anni di precariato), Maria (14) e Francesca (10) insieme ad altre decine di colleghi – che condividono la loro stessa amara condizione – sono tornati a manifestare sotto l''Usr, l''ex Provveditorato di via Pianciani, a Roma, "per rivendicare i loro diritti". «Siamo stanchi di essere prima usati e poi gettati via come rifiuti da uno Stato che dimostra di non avere alcun interesse ne'' per la nostra dignità, nè per il nostro lavoro e nè tantomeno per le sorti dell''istruzione pubblica" è stato lo sfogo dei manifestanti, che anche in questa occasione non hanno dimenticato di denunciare l'esiguità del contingente di personale della scuola assunto a tempo indeterminato, solo 11mila assunzioni, a fronte di un vero e proprio esercito di lavoratori precari che contribuiscono in maniera consistente al funzionamento della scuola statale». Ma non solo. Mortificati ma non rassegnati hanno gridato ad alta voce di ritirare tutti i «tagli imposti alla scuola, a partire dalla Gelmini» e, su questa base, hanno richiesto l'«assunzione a tempo indeterminato su tutti i posti liberi e vacanti in organico di fatto e di diritto».

cs