Nomadi, tensione nel campo di via Salviati

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Il campo nomadi di via Salviati appariva ieri semi-deserto fin dalle prime ore del giorno.  Martedì scorso e ieri mattina sono state infatti sgomberate ben 150 persone. La destinazione: il vecchio campo nomadi di Castel Romano. Il 20 Giugno molte di queste famiglie nomadi avevano abbandonato il campo di Castel Romano a causa dei conflitti tra le diverse etnie presenti. Ma, giunti in via Salviati, i nomadi hanno vissuto in condizioni igienico-sanitarie preoccupanti: non avevano elettricità, acqua e nessun servizio igienico.

A distanza di circa tre mesi da quell’episodio, martedì mattina alle ore 6.30 sono arrivate le prime ruspe in via Salviati per pulire l’area. E’ partita così la prima fase dello sgombero, e ieri si è quasi è quasi terminata. Ad oggi non c’è nessuna tenda e le baracche sono state demolite. Ma, secondo le testimonianze di alcuni residenti, alcune famiglie sono rimaste nel campo e non vogliono andare via. «Abbiamo notato una certa tensione tra i nomadi-spiega Anna, residente in via Salviati- perché non hanno condiviso pienamente questa scelta, ma è comprensibile. Ieri la strada era piena di pullman insieme alle forze dell’ordine e ai vigili urbani. Spero che la loro agitazione si attenui e che vada tutto bene». 

E non solo. «Durante gli incontri con l’Amministrazione Comunale –spiega Giammarco Palmieri, presidente del Municipio V- è emersa una notizia rassicurante. I nomadi più irrequieti sono stati allontanati dal campo nomadi di Castel Romano pertanto non ci dovrebbero essere nuovi conflitti interni al campo. Il campo nomadi di via Salviati appartiene al Municipio IV ma non per questo trascureremo i cittadini del quadrante. Bisogna fare un ragionamento più approfondito sull’altro campo nomadi di via Salviati, quello autorizzato, soprattutto per le condizioni igienico-sanitarie in cui versa l’area».

Agostina Delli Compagni