Gay e coppie di fatto: battaglia al Comune di Roma

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Venerdì alle 14.30 presso la Commissione X – Personale, Statuto e Sport, si terràla discussione delle delibere relative alle proposte di istituzione del registro delle Unioni civili di Roma Capitale. Lo ha annunciato, in una nota, Svetlana Celli (Civica Marino), presidente della Commissione X. «L''incontro, inizialmente previsto per domani, è stato spostato al fine di consentire la partecipazione a tutti i consiglieri comunali interessati alla discussione di un argomento particolarmente sentito dai cittadini e dall''amministrazione capitolina» ha concluso Celli.

Il sindaco Marino spinge per l'approvazione. «Siamo l'unico Paese insieme alla Grecia senza una legge sulle unioni civili. Quanto dovremo aspettare per riprenderci questo diritto civile? È nel programma e lo realizzeremo». Lo ha detto il sindaco, Ignazio Marino, al Circolo degli Artisti, in occasione della Festa Nazionale dei Giovani Democratici. «Porteremo avanti la proposta presentata dal consigliere Gianluca Peciola. Ma non sostituisce una legge nazionale. Bisogna cambiare legge elettorale per far sì che vinca una vera maggioranza, un centrosinistra con le sue idee e idealità, perchè solo cosi si potra cambiare», ha aggiunto.

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Contrario il Pdl. «Il registro delle unioni civili rischia da un lato di portare il Comune di Roma Capitale in prima linea in un dibattito che è assolutamente astratto, perchè questi registri non garantiscono diritti aggiuntivi alle coppie di fatto, e dall'altro lato di dare un'immagine sbagliata per la città di Roma centro della cristianità» Così l'ex sindaco di Roma, oggi consigliere di opposizione in Campidoglio, Gianni Alemanno in merito alla proposta di istituzione del registro delle unioni civili nella capitale avanzata dal gruppo consiliare di Sel. «Il tema del riconoscimento non può che essere del Parlamento nazionale pur con tutto il rispetto per una persona intelligente e creativa come Imma Battaglia. Da parte mia ci sarà una opposizione durissima a questa delibera», dice Alemanno.