San Giovanni, al via il taglio degli alberi. Cittadini incatenati in piazzale Ipponio

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«Questa mattina alle 7 abbiamo occupato pacificamente piazzale Ipponio, bloccando per 4 ore l’abbattimento in corso di alcuni dei 300 alberi che dovrebbero essere tagliati per far posto al cantiere della tratta T3 della metro C: pini e platani secolari sottoposti al vincolo di verde storico. Denunciamo la mancanza di condivisione e partecipazione nelle scelte dell”amministrazione, dato che, pur essendo previsto un tavolo di discussione tra Comune, cittadini e Metro C per il 2 ottobre, il taglio degli alberi è gia” cominciato». Lo dichiarano in una nota le associazioni Cittadinanzattiva Lazio, comitato Porta Asinara, comitato San Giovanni, Progetto Celio, Respiro verde-Legalberi, Piazza Vittorio partecipata, Salviamo il paesaggio, Scup, Sans papiers, Cinecittà bene comune, Radicali ecologisti. Domani si terrà l’attesa riunione congiunta delle commissioni Bilancio, Trasporti e Mobilità. 792 milioni soltanto per gli scavi da San Giovanni al Colosseo, altri 370 per quelli dal Colosseo a piazza Venezia, tratta di cui non esiste alcun progetto e quindi neppure i finanziamenti. «Il taglio di oggi riguarda undici alberi ad alto fusto – ha spiegato l’assessore capitolino Guido Improta – mentre ho dato indicazione a Roma Metropolitane e Metro C di verificare le ragioni che mi hanno esposto i cittadini in relazione agli altri tagli previsti – che non sono direttamente in relazione alla realizzazione dell”opera, ma alla cosiddetta ”logistica di cantiere” – e di capire se e” possibile organizzarsi in maniera diversa, utilizzando spazi ora adibiti ad ospitare attivita” commerciali o altro. E’ evidente che bisogna rivedere i piani originali, in modo da salvaguardare al massimo il verde urbano. I tagli di oggi sono invece purtroppo direttamente collegati alla realizzazione di una infrastruttura, e quindi sono riconducibili al tracciato approvato per la realizzazione della metro C». «Un bene comune, come gli alberi e le zone verdi di San Giovanni – continuano i comitati – è sacrificato ancora una volta agli interessi privati, in perfetta continuità con le scelte della precedente giunta comunale. Infatti, piuttosto che spostare le bancarelle di via Sannio o utilizzare gli impianti sportivi di viale Ipponio, siti in terreni di proprietà comunale, si è preferito distruggere un pezzo del nostro patrimonio storico e paesaggistico».