Discarica Inviolata, la nuova Malagrotta

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Era la seconda discarica più grande della regione dopo quella di Malagrotta. Ma ora dopo l’annuncio di chiusura del sito della Valle Galeria, sull’area di Guidonia si sono accesi i riflettori di tutta l’Europa. A voler fare un paragone tra i due impianti scopriamo infatti molti elementi in comune. A partire dalle tante contestate proroghe.

L’ultima a maggio e poi ad agosto per un totale di 75mila tonnellate fino a dicembre. E l’andazzo non lascia intravedere nulla di buono per i residenti che si battono da dieci anni contro i rifiuti. Qui la monnezza infatti fa male perché non si seguono le corrette procedure di smaltimento. Un’indagine dei Radicali di qualche giorno fa prova ancora lo sversamento del “tal quale” all’Inviolata in spregio alla normativa europea. E anche il Comune conferma.

Dei 47 Comuni che si servono infatti del sito i due terzi non fanno la differenziata. Da qui il ricorso a vecchie procedure. Il risultato è un disastro ambientale. Quella dell’Inviolata è la prima collinetta che si intravede dal casello autostradale della cittadina tiburtina. E la montagna continua a crescere.

«Da queste parti la situazione è insostenibile – segnala Luigi, un residente – basta farsi un giro per accorgersi dell’aria malsana che siamo costretti a respirare. Mi chiedo cosa aspettano ancora a intervenire».

Solo il Tar avrebbe potuto salvare questo territorio, ma i tempi di discussione dei procedimenti non hanno permesso una sospensione delle ordinanze. Per ora si può sperare in un blocco a marzo del 2014, quando verrà discussa la prima sentenza nel merito sul caso Inviolata. Fino a quella data i residenti dovranno resistere. Poi chissà. La storia di Malagrotta insegna.

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