Via Cavour, i cittadini vogliono riutilizzare l’ex caserma Medici

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Tra i bastioni che grandeggiano nel vasto campo trincerato esteso nel cuore di Roma, tra le strutture militari dismesse o in fase di dismissione che il Comune, d’accordo con l’Agenzia del Demanio e il ministero della Difesa, sta cercando di acquisire come aree da valorizzare e destinare ad uso pubblico, la caserma Medici di via Sforza rappresenta uno di quegli edifici potenzialmente utilizzabili per colmare la carenza di alloggi e strutture sociali in città. Situata nel cuore del rione Monti, a due passi da via Cavour, a metà strada tra i due principali Atenei romani, attaccata alla scuola “Baccarini”, alla quale ha “sottratto” alcuni locali tra cui la palestra, «l’edificio militare che accoglie ancora alcuni uffici della Difesa potrebbe essere adibito ad alloggio per quegli 821 studenti, su 1274 aventi diritto, che nell’anno accademico 2013-2014 si son visti negare il diritto ad una sistemazione idonea nella Capitale».

É quanto auspicato dal comitato cittadino per l’uso pubblico delle caserme, promotore di una petizione popolare on line in cui si chiede che la struttura venga trasformata in uno studentato, scongiurando pertanto una svendita, da parte del Comune, a enti privati. «Riteniamo che la valorizzazione di beni pubblici attualmente sotto usati, quando non direttamente in disuso, ha il grande vantaggio di rappresentare una risorsa per il sociale, preservando quanto più possibile il territorio da nuovo cemento e dalla speculazione finanziaria ed edilizia » dichiarano dal comitato del I municipio.

«Abbiamo determinato funzioni e progetti riguardanti tutte le altre 15 caserme in dismissione – ha ribadito, sempre dal comitato, Elio Romano – coinvolgendo università ed enti al fine di contribuire a promuovere e valorizzare servizi e strutture». E intervenendo con una nota a sostegno della petizione on line, Giovanni Barbera (Prc), condividendo la necessità di una riqualificazione immediata di alcune strutture militari centrali da destinare alle esigenze della collettività, aveva dichiarato: «La copertura economica necessaria per la ristrutturazione dell’edificio potrebbe essere garantita dall’utilizzo dei Fondi Europei, previo accordo tra il Comune di Roma e la Regione Lazio, visto che gli studentati sono di competenza degli Enti regionali per il Diritto allo Studio».