Case Rosse, caso Basf. Iss: «L’inquinamento è causato dal traffico»

L'Istituto Superiore ribalta alcuni studi del passato

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INCENERITORE BASF

Uno studio scientifico scaccia tutte le polemiche e le numerose indagini e fa sicuramente tirare un sospiro di sollievo ai residenti di Case Rosse. L’Istituto Superiore di Sanità ribalta così alcuni studi del passato sulla Basf, azienda chimica di via di Salone, sede romana del più grande colosso chimico mondiale che brucia agenti chimici ‘esausti’“ . In sostanza nel quartiere l’inquinamento c’è ma è causato soprattutto dal traffico.
LO STUDIO – «Lo studio era stato commissionato dalla Provincia in ottemperanza ad una delle prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), rilasciata nel dicembre 2011 all’impianto BASF di Via di Salone. La relazione finale è il risultato di oltre due anni di analisi ambientali, durate da giugno 2012 a ottobre 2014, condotte dagli esperti dell’Istituto in collaborazione con ARPA Lazio». Così in una nota la Basf. «I risultati finali dello studio convalidano i dati preliminari confermando un livello d’inquinamento elevato ma in linea con quello di altre aree di Roma. In particolare, i dati raccolti e analizzati dimostrano che la principale causa d’inquinamento dell’area di Case Rosse è da attribuire al traffico veicolare – si legge nel comunicato – Per quanto riguarda le sostanze possibilmente collegabili all’attività di produzione e recupero di catalizzatori, invece, lo studio conclude che queste non sono tali da rappresentare un inquinamento dell’aria e un rischio per la salute dei cittadini. Così come non sono da attribuirsi alle attività dello stabilimento i cattivi odori più volte segnalati dai Comitati di Quartiere alle Autorità di zona. Nonostante i dati confermino il rispetto dei limiti di legge, non può che destare preoccupazione il livello d’inquinamento presente in alcuni periodi dell’anno, tale da comportare un rischio per la salute non solo dei cittadini ma anche dei lavoratori BASF. Proprio per questo, è auspicabile che vengano realizzati ulteriori studi, come peraltro affermato a chiusura della stessa relazione, volti a monitorare la qualità dell’aria al fine di tutelare la salute e il benessere dei cittadini”.

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