Atac, il tram 8 resta bloccato ai semafori

0
113
Una vettura della linea 8 dell'Atac

Il miglior tram di Roma? Non ha i semafori intelligenti e va lento. Questa è la storia del tram 8, linea inaugurata nel 1998 che fino a poco tempo fa collegava largo di Torre Argentina a Casaletto lungo un percorso di circa 6 chilometri e si snoda dal cuore di Roma fino al Portuense, passando per Trastevere e Monteverde. Poi nel giugno scorso è arrivata la tanto attesa apertura del nuovo tratto con capolinea a piazza Venezia, che prevede una deviazione lungo via delle Botteghe Oscure. Un cambiamento nel tragitto di poche centinaia di metri, rispetto all’originale, che non ha risolto i problemi atavici di una linea utilizzata da quasi 70mila romani ogni giorno. Il grosso dei disagi riguarda la tempistica della percorrenza che, come per altri tram rischia di diventare biblica. Gran parte delle colpe va attribuita alla mancanza lungo il tragitto di un circuito semaforico “intelligente” che permetterebbe ai tram di completare il percorso nel minor tempo possibile.

A Roma, ad oggi, gli impianti semaforici sono 1.368 ma, di questi, soltanto il 33% circa è dotato di un sistema di sincronizzazione cosiddetti “attuati”, dotati cioè di appositi sensori sotto il manto stradale in grado di percepire il sopraggiungere di una vettura o il transito di un pedone e quindi di scattare al momento opportuno in perfetta sincronia con i semafori limitrofi, senza perdite di tempo per dei “rossi” inutili. Questo vale per il traffico veicolare ma anche per i tram. In particolare la linea 8 ha un punto assai delicato nei pressi del lungotevere all’altezza di ponte Garibaldi, a Trastevere. Qui molto spesso, per colpa di un sistema semaforico “a tempi fissi”, il tram non riesce ad oltrepassare il ponte ostruendo di fatto il transito veicolare e – come ci ha spiegato anche un conducente della linea – anche il passaggio di eventuali mezzi di soccorso. Un verde troppo breve per consentire il completo passaggio dei mezzi Fiat Roma1 e Roma2, lunghi rispettivamente 33 e 31 metri di lunghezza, ovvero i tram più moderni che vediamo in giro per la Capitale.

Nel fine settimana, poi, la situazione diventa ancora più complessa da gestire per via della “movida” trasteverina con il tram che effettua il servizio fino alle 3 del mattino e si trova a dimenarsi nell’ingorgo di un traffico urbano ai limiti dell’inverosimile. «La linea tramviaria numero 8 fu concepita con un sistema semaforico automatizzato all’avanguardia ma poi il progetto non fu più portato avanti ed oggi si hanno ancora semafori a tempi fissi», ci spiega  il dottor Alessandro D’Armini, ingegnere dei trasporti che ha ricoperto in passato il ruolo di responsabile degli impianti semaforici di Roma. Una linea che, nonostante l’inaugurazione del nuovo capolinea di piazza Venezia tra l’altro sprovvisto di pensiline per i passeggeri in attesa, continua a pagare disagi datati nel tempo oltre a mancare di servizi basilari come box e bagni per i conducenti ai capolinea.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI CINQUE QUOTIDIANO