Ponte di Nona, le ronde creano i primi malumori

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Chi fa da sè fa per tre, dice un celebre proverbio. Non sempre però è vero. Almeno a Ponte di Nona dove il caso delle ronde notturne, un’iniziativa intrapresa da un gruppo di volontari dell’area dopo i ripetuti casi di teppismo e furti, ora sembra non piacere a più di qualcuno. E per primi ci sono proprio i carabinieri che sorvegliano di notte e di giorno il quartiere.

«Credo – spiega il capitano della Compgnia Emanuela Rocca – che una collaborazione dei cittadini sia preziosa per la sicurezza. Ma quando alcuni gruppi organizzati vogliono sostituirsi in toto alle forze dell’ordine questo è inaccettabile. E lo dico per il bene di tutti. In quell’area come in altre c’è una particolare attenzione delle forze dell’ordine che credo sia sufficiente a combattere i reati».

Il comitato di quartiere Nuova Ponte di Nona si pone numerosi interrogativi.
«Se alcuni cittadini hanno avuto in mente di girare durante la notte per vigilare il quartiere significa che c’è una esigenza di di sicurezza – dice Bruno Foresti presidente del comitato Nuova Ponte di Nona. Speriamo che una maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine consenta di fare cessare questa attività che comunque è pericolosa per gli stessi volontari, in quanto svolta da persone di buona volontà ma non addestrate specificamente. Manca una postazione dei carabinieri o della polizia in tutto il quadrante prenestino. Questo non significa però che il nostro quartiere sia malfamato, non è il bronx di Roma, vorremmo precisarlo – continua. Non avvengono furti in maggiore quantità rispetto ad altri quartieri di Roma. Per quanto riguarda le attività di vigilanza spontanea, auspichiamo che siano a norma, a tutela della sicurezza di tutti».

C’è chi però non ne può più di rom, illegalità e teppisti e sostiene con forza queste iniziative. «Dovremmo ringraziare queste persone – spiega Rosa – e invece si fanno delle polemiche inutili. Queste persone esercitano volontariamente la loro opera a servizio del quartiere. Di certo può essere un aiuto concreto anche per le forze dell’ordine. Non vedo dove sia il problema».

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