Ostia, cittadini contro municipio sulle nuove antenne per telefonini

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I cittadini del Municipio decimo non voglionopiù altre antenne per telefonini nel loro territorio: dopo Axa e Ostia Antica ecco che una nuova protesta contro i disagi da elettrosmog divampa a Ostia Lido con la pubblicazione sul sito del municipio di nuove antenne in via  Via Giuseppe Genovese Zerbi, Via della Cacciuta/Via Laces e Via Emilio Costanzi.

IL SOSTEGNO DI SEL – A sostenerla è il circolo locale di Sel Sinistra Ecologia Libertà del X Municipio che ha raccolto le preoccupazioni dei residenti di alcune strade. In un comunicato ufficiale Sel ha espresso «enorme preoccupazione per la pubblicazione sul sito del Municipio X degli “Avvisi” relativi alle installazioni di antenne per telefonia mobile» in alcune strade del quartiere. La questione è nota al municipio che infatti nelle scorse settimane aveva ascoltato cittadini di altre strade come via Breccia e via Bonucci. Il timore però è che anche questa volta i cittadini siano soltanto ascoltati dalle istituzioni, senza però che però sia dato seguito alle loro richieste. Per questo Sel è partita all’attacco: «Senza un piano di mappatura degli impianti presenti, senza l’individuazione dei Piani Territoriali per le installazioni, senza un monitoraggio sulle emissioni degli impianti stessi e senza un’accurata indagine epidemiologica sul nostro territorio, monitorando quali siano le malattie ricorrenti di chi vive in prossimità degli impianti radio e verificando eventuali relazioni fra patologie e impianti stessi, è assolutamente pericolosa e irricevibile la richiesta di autorizzare altre nuove installazioni di antenne».

“NON BASTANO GLI AVVISI PUBBLICI” – Secondo Sel non solo mancherebbero il monitoraggio e i dati sull’incidenza di malattie, ma la stessa pubblicizzazione delle intenzioni delle aziende sarebbe scarsa. La sola pubblicazione di “avvisi” relativi alle installazioni sul sito del Municipio non ci sembra soddisfi quanto sottoscritto  dal Comune di Roma e dai gestori di telefonia nel protocollo del 2004, che prevede non solo l’informazione ma bensì la partecipazione attiva delle comunità di cittadini costituite e riconosciute a livello municipale per la definizione di un piano di localizzazione territoriale degli impianti. Ci risulta che l’Assessorato competente di Roma Capitale stia predisponendo i Piani Territoriali e chiediamo quindi al Municipio, in attesa della individuazione di luoghi idonei,  la sospensione in autotutela di ogni nuova installazione. Chiediamo inoltre al Presidente Tassone di adoperarsi affinchè gli uffici tecnici competenti non procedano secondo l’istituto del silenzio/assenso ma anzi si attivino  per dare agli interessati comunicazione interruttiva del periodo di 90 giorni previsto per questo istituto procedendo a verifiche puntuali dei progetti presentati circa la distanza dai siti sensibili, come ospedali e scuole,  individuati dalle norme in vigore, e dalle zone densamente abitate, secondo il principio di precauzione, nonché della conformità degli impianti alle autorizzazioni rilasciate sia dal punto di vista edilizio che delle potenze installate».

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