Aggredita ad Aprilia, video denuncia su Youtube (Guarda)

«Non voglio più vivere qui, voglio finire l'Accademia di belle arti »

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“Fai schifo”, le hanno urlato. Poi hanno estratto un coltello. È accaduto ad Aprilia dove Aurora Marchetti, una trans di 22 anni, camminava per strada quando è stata aggredita e minacciata da un gruppo di 14-15enni. La denuncia in una testimonianza su YouTube: “Non voglio più vivere qui, voglio finire l’Accademia di belle arti e andare altrove”. Sui social, per sostenerla, è nato l’hastag #iostoconaurora.

LE REAZIONI – Per Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay center, “quanto capitato ad Aurora è un fatto molto grave, che purtroppo si ripete in forme simili tutti i giorni in tutta Italia. In questo Paese lesbiche, gay e trans sono ancora persone di serie B: basti pensare che in Parlamento sono al palo la legge contro l’omofobia e quella sulle unioni civili. Anche noi aderiamo alla campagna #iostoconaurora, mobilitarsi sui social network non è sufficiente”. Secondo Marrazzo, “ci vorrebbe subito un tavolo di confronto tra le associazioni Lgbt, il ministero dell’Interno e le prefetture. Le aggressioni sono un problema di ordine pubblico, non le unioni gay”.
In una nota il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli “esprime la propria solidarietà e vicinanza ad Aurora e condanna l’ennesima aggressione a una persona trans. Soltanto la punta dell’iceberg di una realtà che troppo spesso rimane nel silenzio e non viene neppure denunciata”. “La condizione delle persone transessuali” prosegue la nota del Mieli “è particolarmente delicata, esposta e spesso trascurata, anche dai media. Dobbiamo con forza reagire alle intimidazioni, alle aggressioni verbali e fisiche e lottare per operare un cambiamento della cultura omotransfobica e violenta. Invitiamo ufficialmente Aurora e tutte le persone trans a partecipare al prossimo Roma Pride di sabato 13 Giugno per affermare ancora una volta e a voce alta la nostra esistenza di gay, lesbiche, trans, bisessuali queer e intersessuali e rivendicare la pari dignità di tutte e tutti”

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