Acea: «Nessuno slittamento stop a prelievi dal lago di Bracciano»

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È “destituita di ogni fondamento” qualsiasi notizia “riguardo a una presunta proposta che vedrebbe l’azienda chiedere di far slittare lo stop alla captazione dal lago di Bracciano dal 28 luglio al 1 agosto”. Lo precisa in una nota l’Acea.

Intanto nel tardo pomeriggio di oggi, dopo le 18.30, si terrà in Campidoglio il vertice tra Comune di Roma, Regione Lazio e Acea per tentare di scongiurare il razionamento idrico nella Capitale. All’incontro, convocato ieri dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, a rappresentare il presidente Zingaretti sarà l’assessore competente per le infrastrutture Fabio Refrigeri. I cittadini romani sarebbero sottoposti a dei turni per l’accesso all’acqua, qualora non si trovasse un’alternativa allo stop alla captazione dal lago di Bracciano, sceso sotto ai livelli di guardia. L’atmosfera si preannuncia arroventata e la risoluzione della crisi idrica in salita visto che Paolo Saccani, presidente di Acea Ato2, in un’intervista al quotidiano Il Corriere della Sera ha attaccato la Regione sostenendo che “non ci sarebbe alcuna emergenza idrica, la città non correrebbe alcun rischio siccità e l’ordinanza con cui la Regione Lazio vieta all’Acea di approvvigionarsi nelle acque del lago di Bracciano dal 28 luglio è un atto illegittimo, abnorme e sostanzialmente inutile rispetto all’obiettivo di tutela del lago”. Secondo Saccani non ci sono alternative: “o viene ritirata l’ordinanza e continuiamo a prelevare l’acqua da Bracciano, o saremo costretti a partire con la turnazione o abbassamenti di pressione che riguarderanno circa 1.500.000 di romani”. Alla mezzanotte di venerdì, se il quadro normativo rimanesse quello vigente, Acea dovrebbe dare lo stop alle captazioni “poi avremo per due giorni i serbatoi ancora pieni – ha spiegato ancora Saccani -. I primi effetti del divieto dei prelievi potrebbero esserci già da domenica sera e lunedì potrebbe cominciare la turnazione. Il peggio tuttavia sarà dalla fine di agosto al rientro dalle ferie”.

Domani la crisi romana verrà affrontata nell’ambito della più generale emergenza siccità che sta colpendo il centro Italia. Si terrà, infatti, dalle 14.30 presso l’Autorità di Bacino del Tevere, l’incontro periodico dell’Osservatorio permanente sugli usi idrici dell’Appennino centrale in cui siedono, tra gli altri, la Regione Lazio e l’Acea Ato 2 e cui potrebbe partecipare anche il ministro dell’Ambiente Luca Galletti. La siccità che sta colpendo la città di Roma e le aree limitrofe della capitale ha indotto anche la Santa Sede a intraprendere delle misure volte al risparmio dell`acqua. Per questo motivo, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha deciso di spegnere tutte le fontane, sia quelle esterne ubicate in Piazza San Pietro, sia quelle interne dislocate nei Giardini Vaticani e nel territorio dello Stato.

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