Da domani rischio rubinetti a secco a Roma: si spera nelle piogge

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Mancano ormai poche ore al giorno della verità: potrebbe scattare domani infatti il piano di riduzione della pressione d’acqua nelle condutture in 90 zone del Comune di Roma e nel Comune di Fiumicino per far fronte alla difficile situazione di siccità a Roma e provincia. Il piano potrà avvenire nelle sole ore notturne, dalle 23.30 alle 5.30 del mattino.

 

E a risentirne di più, come ha ricordato ieri Paolo Saccani, presidente di Acea Ato2, potrebbero essere quanti vivono nei piani più alti degli edifici. Se si è arrivati a questa situazione, ha spiegato Saccani, è a causa soprattutto di “una stagione straordinariamente siccitosa, la rete dei pluviografi gestita da Acea nel Comune di Roma ha dimostrato che le precipitazioni dall’inizio dell’anno a oggi sono state inferiori di oltre il 50% rispetto alle precipitazioni storiche. Ma anche, ha ribadito il presidente di Acea Ato2, a causa della “limitazione imposta dall’Autorità preposta ai prelievi dal Lago di Bracciano”. In queste ore si spera nelle piogge, annunciate dai meteorologi per questo fine settimana. L’acqua sarà comunque garantita per gli ospedali della Capitale, ha assicurato Saccani. “Da circa un mese i tecnici di Acea Ato 2 sono in stretto contatto con i tecnici dei presidi ospedalieri. Di questi ne sono interessati una decina per i quali ci stiamo attivando. Agevoleremo l’allaccio delle autobotti nei loro punti di fornitura e installeremo dei punti di visura della pressione idrica, in modo da avere 24 ore su 24 la situazione sotto controllo”.

 

Il Codacons dal canto suo annuncia una diffida all’Antitrust e alla Procura Le associazioni dei consumatori però sono sul piede di guerra. “Autobotti per l’acqua negli ospedali? Scene da seconda guerra mondiale -lamenta Primo Mastrantoni, segretario Nazionale Aduc- La sindaca, Virginia Raggi, tramite Acea (municipalizza del settore), ci comunica che sono pronte le autobotti per la fornitura di acqua agli ospedali. La cosa non ci quadra. Facciamo un pò di conti. Il problema nasce dalla diminuzione della fornitura aggiuntiva di acqua dal lago di Bracciano -prosegue Mastrantoni- Il prelievo passa dai 1100 a 400 litri al secondo, con una diminuzione di circa due terzi. L’apporto complessivo dell’acqua braccianense è l’8% del totale della fornitura che serve a Roma. I due terzi dell’8% fanno il 5,3%. Possibile che il Comune deve ricorrere alle autobotti perché manca il 5,3% di acqua?”. “Insomma – attacca il presidente dell’Aduc – oltre ai problemi con i rifiuti, con i bus, con le strade, con le caditoie, con gli assessori, con i dirigenti, ci mancavano quelli con l’acqua negli ospedali. Comunque, tutto il mondo ci invidierà l’immagine di un’ autobotte che rifornisce d’acqua un ospedale. Bella foto. Come dice un amico, è proprio una ‘RAGGEDIA!'”. Il Codacons dal canto suo annuncia una diffida all’Antitrust e alla Procura. “Non è giusto abbassare la pressione dell’acqua perché così pagano solo quelli che vivono ai piani alti, è una truffa e un abuso d’ufficio – afferma all’Adnkronos il presidente Carlo Rienzi – Meglio, allora, chiudere l’acqua a tutti per poche ore. Acea – conclude – deve abbassare le tariffe e riparare le tubature”

 

 

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