Disabilità: a Vitinia parte la casa famiglia “Vado a vivere da solo”

Al via un progetto per l'integrazione dei disabili che non possono più contare sull'aiuto dei genitori

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“Ciao mamma, vado a vivere da solo”: è la frase che prima o poi (di questi tempi più poi che prima) i genitori si sentono dire dai propri figli. Il discorso però diventa diverso quando il figlio in questione è un portatore di handicap grave e magari anche un po’ avanti negli anni, con i genitori anziani e malati. Per ancdare incontro a queste situazioni il Municipio IX ha inaugurato oggi una struttura a Vitinia in via Gemmano 12, sfruttando i locali che prima erano dedicati ai servizi demografici ed alla ASL arredata con Salone, stanze da letto, cucina e una sala per gli operatori che svolgono assistenza  h 24.

La gestione del centro è stata affidata con un bando pubblico alla Cooperativa “Il Parco” che ha sede a via Ramazzini. Il Presidente del Municipio Andrea Santoro ha ben sintetizzato nel suo intervento l’importanza del nuovo centro di accoglienza: «Questo è un giorno di quelli che vorresti non finissero mai: è un posto straordinario non solo per gli utenti e le famiglie ma per tutti i cittadini. E’ un luogo dove la cittadinanza può diventare veramente comunità; di fronte a iniziativa come queste non ci sono mai abbastanza parole e mi auguro che questo possa essere solo uno dei tanti buoni esempi che possiamo portare in questo Municipio».

A spiegare le origini del progetto è la Presidente della Consulta municipale per l’Handicap, Luciana Gennari: il progetto si chiama «Dopo di noi-Ciao mamma vado a vivere da solo” e ha l’obiettivo di coinvolgere nel tempo oltre 5000 assistiti dai 18 ai 65 anni. Finita la scuola dell’obbligo, i bambini disabili scompaiono e sporadicamente li vediamo girare nei quartieri con gli operatori e i genitori. Il progetto nacque con la Giunta Calzetta, che ringrazio assieme all’allora Assessore Gesualdi, al Dirigente Padolecchia e al Direttore Generale della ASL con D’Inzeo e  Bargellini. Nel 2011 in occasione del Piano Regolatore Sociale, abbiamo chiesto la presa in carico dei disabili in strutture organizzate, con un progetto partecipato da famiglie e associazioni del territorio.”

Paola Badessi dell’Associazione Viviamo Vitinia ha concluso gli interventi ricordando come si sia adoperata per superare la diffidenza di residenti i quali temevano che la presenza di malati mentali potesse costituire pericolo per i propri figli e, dopo aver ringraziando il Presidente Santoro per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ha affermato tra gli applausi dei presenti “Oggi il quartiere accoglie con piacere questi ragazzi.

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