Tivoli, arrivano i rifugiati. Ma i lavori sono fermi

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Dopo Settecamini e Ponte di Nona, anche nella vicina Tivoli si parla di arrivo di rifugiati. Anzi qui sono già arrivati da tempo. Parliamo dello stabile di Villa Olivia oggetto di un intervento di ampliamento e riqualificazione per accogliere un’altra cinquantina di immigrati. Peccato però che i lavori, pare, fossero fuori legge. La Polizia locale ha ottenuto dal pubblico ministero Stefania Stefania la convalida del sequestro dei locali al seminterrato e al primo piano e il magistrato ha aperto un procedimento penale per accertare l’autore dell’eventuale abuso edilizio.
“Villa Olivia” è proprietà del “Fondo Immobiliare Colonna” in liquidazione, che a sua volta è gestito da “Sorgente – Società Gestione Risparmio – spa”. Quest’ultima ha concesso in affitto l’immobile a due piani alla “Him Immobiliare”.

LA PROTESTA CONTRO GLI IMMIGRATI – «Nuovamente uniti, nuovamente in prima fila, per far sentire le nostre voci contro il centro di accoglienza di Settecamini. Non per razzismo ma in difesa del nostro quartiere». Così, con una voce sola un flusso ininterrotto, pacifico ma preoccupato, ha sfilato ieri sera per le strade del popoloso quartiere tra la via Tiburtina e l’A24 per sottolineare il loro no al degrado e soprattutto per scongiurare le voci di un possibile arrivo di un centro di accoglienza per rifugiati nella zona.

OLTRE 200 PERSONE IN PIAZZA – Tra le richieste al municipio e al Comune delle 200 persone scese in piazza e di tutto il quartiere anche quella che il palazzo di Largo Chiaro Davanzati cambi la sua destinazione d’uso. Lamentele comprensibili e che riguardano anche la mancanza di plessi scolastici adeguati per la zona che ancora riunisce moltissime famiglie con bambini piccoli (che in un caso devono fare lezione in un centro anziani). Settecamini è un quartiere di frontiera, dove lo sviluppo impetuoso delle case e della zona industriale ha riportato ancora una volta gli abitanti a mettere in piazza le tante difficoltà: non basta il vicino campo Rom di via di Salone con i suoi continui incendi inquinanti, fumi neri e la sensazione di insicurezza che circonda la zona.

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