Ramadan, Coldiretti: «Allarme caldo per 80mila al lavoro nei campi»

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Ramadan per oltre 80mila lavoratori agricoli stranieri in Italia dove l’appuntamento religioso coincide con l’arrivo del grande caldo. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti in occasione del mese islamico del digiuno e della purificazione che inizia sabato 27 maggio e si concluderà il prossimo 27 giugno. Per quanto riguarda il settore agricolo, dove lavorano in totale circa 340mila stranieri, saranno coinvolti in prevalenza, addetti originari del Marocco, della Tunisia, del Senegal, del Pakistan, del Bangladesh, della Nigeria, del Mali, dell’Egitto e dell’Algeria. Se in media la presenza di lavoratori di religione Islamica sul totale degli stranieri in agricoltura è stimata dalla Coldiretti pari al 24% In alcune province come Prato, L’Aquila, Siracusa e Savona la percentuale supera il 60%. La regola musulmana prescrive il digiuno dal cibo e dall’acqua dall’alba al tramonto, sempre che la salute della persona o le condizioni ambientali lo permettano, anche perché – spiega la Coldiretti – da lunedì prossimo le temperature, nelle ore più calde della giornata, soprattutto in pianura padana, saliranno sopra i 30 gradi e chi lavora all’aperto o nelle serre avrà necessità di idratarsi spesso per evitare colpi di calore o altri disturbi. “La cosa primaria è la salute della persona – ha già spiegato in passato l’imam Izzedin Elzir, Presidente dell’Unione delle comunità islamiche italiane (Ucoii) – E’ Dio stesso che dà la possibilità di bere e di interrompere il digiuno se si sta male. Dio non vuole vedere il proprio fedele soffrire. Il Ramadan è un periodo in cui il musulmano è chiamato a un esame di coscienza sui propri comportamenti, è una scuola di solidarietà verso il prossimo e di autodisciplina e di autocontrollo verso se stessi. La cosa importante è salvaguardare la vita umana. E’ la persona stessa, il fedele, che sente in coscienza se, in particolari condizioni, è in grado di fare il digiuno. Se ci sono difficoltà oggettive allora è possibile interrompere e recuperare un altro giorno”. In particolare è esente dal divieto chi lavora in condizioni molto pesanti, mentre altre eccezioni riguardano i malati, le donne in gravidanza, le persone molto anziane che potrebbero pregiudicare il loro stato di salute e anche chi lavora come pilota di aereo o autista di bus per i quali un malore potrebbe mettere a rischio la vita di altre persone.

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