Comunità ebraica, se dedicate una parco ad Arafat non vogliamo la piazza a Toaff

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Ruth Dureghello
Ruth Dureghello

La presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello ha inviato una lettera alla sindaca di Roma Virginia Raggi criticando la scelta del Campidoglio di dedicare un parco a Yasser Arafat, leader della Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) sino alla sua morte nel novembre del 2004.

Per la presidente della Comunità sarebbe «una scelta offensiva e antistorica proprio nel momento in cui l’Europa è vittima di una serie di attentati terroristici di matrice islamista. Arafat del terrorismo odierno è stato il precursore, se non l’ideatore, e il premio Nobel per la Pace da lui ricevuto non è altro che il primo dei tanti premi Nobel assegnati con ‘dubbio merito’».

Come se non bastasse, sempre secondo Ruth Dreghello «Arafat è il mandante morale dell’attentato antisemita alla Sinagoga del 9 ottobre 1982 in cui morì Stefano Gay Tachè. Un bambino ebreo, romano e italiano. Per questo la scelta di dedicare a Arafat un parco è inaccettabile, perché ricorda con merito colui che dovrebbe essere ricordato con disonore».

Pertanto nella lettera si chiede alla sindaca di non procedere con quella stessa delibera all’intitolazione di una piazza al Rabbino Capo Emerito Elio Toaff, «perché vedere associato, nello stesso documento, il suo nome a Arafat sarebbe una offesa per la Comunità». Infatti Rav Toaff oltre a aderire alla Resistenza e ad essere il primo rabbino ad accogliere in una Sinagoga un Papa «fu colui che denunciò l’accoglienza dei politici italiani, esclusi Spadolini e Pannella, al leader dell’Olp durante la sua visita in Italia. Visita che fu il preludio dell’attentato». 

Questa presa di posizione della Dureghello è destinata ad alimentare polemiche non solo fra i 5stelle ma soprattutto a sinistra, anche per una ricostruzione storica degli eventi palesemente, anche se legittimamente, di parte.

Resta poi il fatto che la toponomastica che dedica strade a questo o a quel personaggio suscita sempre un vespaio fra le forze politiche che non pare sgomentare i cittadini che spesso non ricordano neanche le vie adiacenti alla loro abitazione.

Giuliano Longo

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