A Roma preghiera dei musulmani per festa del sacrificio: è polemica

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Diverse, e sostanziali, le differenze tra la procedura del concordato preventivo e quella fallimentare. Se in quest’ultimo caso il tribunale potrebbe alienare facilmente i beni di Atac per risanare i debiti, come successo ad esempio per il caso Parmalat, nel caso del concordato preventivo il giudice, o meglio il commissario giudiziale, visto che non dispone della disponibilita’ dei beni aziendali, si limitera’ ad affiancare i manager di Atac controllando le attivita’ svolte per risanare l’azienda riferendo poi ad un giudice delegato.

 

E questo e’ un grande vantaggio per Atac rispetto alla procedura fallimentare. Tra gli rischi, invece, c’e’ quello legato al giudizio della cosiddetta adunanza dei creditori, ossia ad un’assemblea a cui partecipano tutti i creditori nella quale questi ultimi sono chiamati ad esprimere il proprio voto sulla proposta di concordato. Il commissario giudiziale, in apertura dell’udienza, illustra la propria relazione e le eventuali nuove proposte dell’imprenditore per risanare i debiti. Ma attenzione: il concordato preventivo e’ approvato solo ed esclusivamente quando raggiunge il voto favorevole di tutti i creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. E se questo non avviene il tribunale rigetta la proposta di concordato preventivo, per poi dichiarare, su istanza del pubblico ministero o dei creditori, il fallimento del debitore. In altre parole il fallimento di Atac a quel punto sarebbe automatico.

“È gravissimo quello che è accaduto stamattina in molti quartieri di Roma e della regione Lazio ed in particolare a Tor Pignattara con un centinaio di musulmani che, dopo aver steso per terra i loro tappeti, si sono messi a pregare dentro il cantiere di via Aló Giovannoli e Via Mario Baratta con un gravissimo rischio in termini di sicurezza. Le foto e le testimonianze del comitato di quartiere parlano chiaro. Già in passato avevamo più volte denunciato, sia a livello municipale che in Campidoglio, i soprusi che continuamente vengono commessi a danno dei residenti della zona che sono costretti ad assistere passivamente alle prepotenze di molti extracomunitari che, violando ogni tipo di regole, utilizzano dei box come luoghi di culto e ciò in spregio alle più elementari norme in materia di sicurezza. A parte il fatto che è inspiegabile il mancato intervento delle forze dell’ordine, appositamente contattate dai cittadini, sarebbe oltremodo gravissima la circostanza, qualora fosse vera, che la preghiera odierna presso il cantiere di via Aló Giovannoli sarebbe stata autorizzata dalle Autorità italiane con la circolare n. 243/2 del 31.08.2017 e di ciò qualcuno si dovrà assumere la piena responsabilità. Siamo sicuri che in nessun altro paese civile accadano cose del genere e ci domandiamo se questo tipo di prepotenze sarebbero consentite in altre Nazioni, specie quelle arabe, ai fedeli di religioni diverse di quella musulmana. E’ assurdo che ogni presunto imam si fa il suo luogo di preghiera, con i suoi adepti, con la sua moschea e organizza gli eventi in piazza. Solo nel V Municipio in data odierna ci sono stati almeno 3 grandi eventi di preghiera: Via Giovannoli, Largo Preneste e Via della Marranella. Tutto ciò nella più totale inerzia dei grillini e della sinistra che sulla materia dell’immigrazione vanno a braccetto con il Pd e la sinistra consentendo l’invasione del nostro paese”. È quando dichiarano in una nota congiunta gli esponenti di Fratelli d’Italia Francesco Figliomeni, consigliere di Roma Capitale, ed Emiliano Corsi, consigliere al V Municipio.

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