Affitti Roma, quasi il 50% degli studenti in nero

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Roma è città universitaria per eccellenza. Infatti vanta ben tre atenei, Terza Università, Tor vergata e la Sapienza che da sola conta 150.000 iscritti di cui 50.000 fuori sede. Eppure, come ha sottolineato il rettore della Terza, è una capitale che non attrae iscritti dall’estero. Certo, non per la qualità ed eccellenza dei corsi ma spesso perché non ci sono alloggi a basso costo da offrire a chi viene da fuori e quelli offerti sono esorbitanti rispetto alle medie europee. Tor Vergata ha il proprio campus con 1500 residenti, l’agenzia regionale Laziodisu provvede insieme aComune e Regione a risolvere situazioni alloggiative grazie a dei bandi, ma non basta perché in questa in questo mercato alligna la malapianta della speculazione e dell’evasione, ovvero degli affitti in nero.Un’evasione che la guardia di finanzia di Roma e provincia ha scovato e stimato al 35% del mercato dei fitti per gli studenti che pagano una media che va dai 350 ai 500 euro mese solo per posto letto in situazioni spesso di sovraffollamento. Per stroncare questo fenomeno che costa milionievasi all’erario le Fiamme gialle stanno incrociando le banche dati di Regione, Comune, Università, Laziodisu, aziende sanitarie locali e Ama, incrocio che per ora ha consentito di scoprire centinaia di situazioni irregolari. Si stanno così analizzando le registrazioni dei contratti d’affitto, l’allaccio delle varie utenze di luce, gas,tassa sui rifiuti e Imu, con risultati sconcertanti come ha spiegato il generale Maccani. Citando addirittura il caso di un ottantenne pressoché sconosciuto al fisco, proprietario di 41 appartamenti che in 9 anni si era “dimenticato” di segnalare un imponibile di 4 milioni.Oppure il caso del proprietario di 10 appartamenti e 7 posti auto a Ostia che si era organizzato in garage una sorta di ufficio riscossione dei fitti. Esempi in un mare di evasione che lo stessosindaco Ignazio Marino, sempre attento agli aspetti della legalità, ha denunciato come una piaga insopportabile. Così questa mattina, presso la caserma di via Nomentana con le Fiamme gialle si sono date appuntamento tutte le istituzioni, Comune, Regione con il commissario di Laziodisu ed i rettori delle tre università non tanto per prendere atto di un fenomeno ben noto che la finanza va reprimendo con metodo “scientifico” (di intelligence) senza plateali e costose irruzioni e controlli, quanto per rilanciare una iniziativa di prevenzione ed educazione dal titolo “studia e vivi a Roma”. Una azione rivolta alle oltre 50.000 matricole delle nostre università alle quali verrà distribuito un vademecum disponibile anche su internet, che fornisce preziose indicazioni su come trovare case senza “sorprese” evitando gli affitti in nero o imponendo ai proprietari la regolare registrazione dei contratti.Una operazione di civismo e rispetto della legalità che consente ai cittadini di segnalare direttamente alle Fiamme gialle situazioni sospette e chiaramente evasive anche utilizzando una apposita casella di posta elettronica: helpaffitti.roma@gdf.it. Senza che gli studenti temano di essere buttati fuori dal proprietario che registrandolo è costretto a confermare il contratto per quattro anni adeguando talora il fitto al 70% in meno di quanto richiesto al nero.