Dall’estero cetrioli ai pesticidi. Respinti alla frontiera

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fruttivendolo, frutta, verdura

Cetrioli sotto inchiesta, i prodotti ortofrutticoli contaminati con pesticidi continuano a fare notizia. Ora tornano sul banco d’accusa anche i i cetrioli. Particolarmente sconsigliato in questo periodo è il consumo di cetrioli da piantagioni convenzionali importati dall’Egitto. Diversi campioni analizzati il 24/2/2017, sono risultati contaminati da procimidone, un insetticida proibito nell’UE. Si tratta di un noto distruttore endocrino, recettore degli androgeni antagonisti. Il procimidone, prodotto dalla giapponese Sumitomo, sui cui pendono sospetti di cancerogenicità, usato in Europa come anti-muffa, è stato messo da tempo sotto accusa negli Stati Uniti per il timore che danneggi l’ apparato riproduttivo dell’ uomo e provochi l’ insorgenza di tumori. La segnalazione è stata diffusa il 9 marzo dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) ed inviata al Ministero della salute italiano. È l’amaro prezzo del mercato globale, commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che ci offre tutti i prodotti possibili e desiderabili, ma rende sempre più difficili i controlli sulla loro qualità.  Per il solo fatto che arrivino alla nostra frontiera ancora prodotti alimentari messi in commercio sul mercato unico che presentano quantità di pesticidi oltre i limiti o proibiti dalla legge deve far riflettere perché evidentemente gli sforzi fatti a partire dalla tracciabilità dei beni non sono ancora serviti, mentre tanti altri devono essere fatti per obbligare l’UE ad abbassare ulteriormente le soglie legali sulle dosi di prodotti e sostanze chimiche. Fino a che le competenti autorità europee non saranno in grado di proteggerci da agricoltori e venditori scorretti, l’unica cosa sensata è aprire bene gli occhi quando si va a fare la spesa e leggere sempre la provenienza di frutta e verdura indicata  sull’etichetta. In questo periodo dell’anno resta peraltro sconsigliato l’acquisto di peperoni, pomodori e cetrioli di origine spagnola, turca o africana. Per chi non sa o non vuole rinunciare a mangiare ortaggi estivi anche d’inverno, è opportuno rifornirsi almeno nei negozi biologici. L’alternativa più sicura resta comunque il consumo di prodotti locali di stagione come cavoli, sedano rapa, porro e carote.

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