Inflazione, Coldiretti: «+9,6% frutta e +7,4% verdura in carrello»

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A spingere il carrello della spesa è l’aumento del 9,6% dei prezzi della frutta e del 7,4% dei vegetali freschi rispetto allo stesso mese dello scorso anno per effetto una pazza primavera segnata dal rincorrersi di nubifragi, grandine, siccità e gelate fuori stagione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti a commentare i dati Istat sull’inflazione che scende a maggio ad un valore tendenziale dell’1,4%. Ora – sottolinea la Coldiretti – il brusco e anticipato innalzamento delle temperature in una stagione particolarmente siccitosa con le precipitazioni dimezzate a maggio (-51%) mette a rischio i raccolti. L’andamento climatico anomalo non consente lo sviluppo e la maturazione regolare delle colture in una situazione di carenza idrica, sulla base dei dati relativi al seconda decade di maggio dell’Ucea. Nelle campagne c’è la necessità di ricorrere all’irrigazione di soccorso per molte coltivazioni in condizioni di stress idrico dopo che le precipitazioni in Italia – sottolinea la Coldiretti – sono risultate inferiori alla media del 40,3% ad aprile e del 52,3% anche a marzo, ma sono state carenti durante tutto l’inverno con un picco negativo a dicembre, in cui è caduto addirittura il 67% di acqua in meno sulla Penisola, secondo l’Ucea. Le coltivazioni sono stressate dall’impennata delle temperature dopo un periodo di estrema variabilità climatica, segnato prima da gelate e poi da grandinate e bombe d’acqua. Una situazione agronomica che – continua la Coldiretti – provoca la maturazione simultanea delle produzioni in campo con difficoltà ad organizzare la raccolta, anche a causa dell’abrogazione dei voucher, e problemi di assorbimento da parte del mercato, nonostante la tendenza all’aumento dei consumi provocata dalle alte temperature. Ora l’abbassamento delle falde e lo scarso livello dei bacini preoccupano le imprese agricole che – precisa Coldiretti – si preparano ad affrontare tre mesi bollenti e decisivi per i raccolti estivi e autunnali con una disponibilità idrica insufficiente. Una evidente anomalia – conclude la Coldiretti – che conferma i cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo.

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