Atac, alta tensione a Roma per il futuro dell’azienda 

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Si è tenuto questa mattina presso la sede dell’assessorato della Città in Movimento un incontro con i rappresentanti sindacali di Atac per illustrare le linee di rilancio della l’azienda pubblica di trasporti di Roma e l’ipotesi di concordato preventivo. Alla riunione hanno preso parte l’assessora Linda Meleo, il presidente della Commissione capitolina Trasporti Enrico Stefano e il delegato della sindaca alle relazioni sindacali Antonio De Santis.

All’esito dell’incontro Cgil, Cisl, Uil, Faisa Cisal e Ugl – ciascuno con autonome proposte – hanno deciso di “congelare” le procedure già avviate per la proclamazione di uno sciopero rinviando il confronto alla riunione già convocata per lunedì.

 

ORE 15: IL PRESIDIO

Le forze sindacali si sono date poi appuntamento in piazza del Campidoglio per un presidio con i lavoratori in parallelo all’Assemblea straordinaria sul tema che si terrà in Aula Giulio Cesare.

“Io non ho concordato. Paghi chi ha depredato il tpl (trasporto pubblico locale, ndr)”. Questi alcuni degli striscioni esposti in piazza del Campidoglio, a Roma, dai lavoratori di Atac, azienda pubblica dei trasporti locali in forte deficit che va verso il concordato preventivo con i creditori. I manifestanti urlano in coro: “Il contratto non si tocca, lo stipendio non si tocca”, “Giu’ le mani dallo stipendio” e “Prendete i soldi da chi ha rubato”. In piazza e’ iniziato il presidio di diversi sindacati in concomitanza con il Consiglio comunale straordinario su Atac. “Il rischio e’ che il prezzo del concordato lo paghino i lavoratori – dice Daniele Fuligni della Filt Cgil -. Il piano deve passare al vaglio dei creditori che potrebbero richiedere sacrifici molto importanti che non permetteremo. Noi saremo qui fino alla fine a presidiare, tutto e’ in mano alla delibera di giunta che fara’ partire il procedimento. Se fosse previsto un fortissimo aumento produttivita’, va fatta se ci sono le condizioni e ad oggi oggi gia’ ci sono condizioni di sicurezza all’ estremo…C’e’ un imbuto molto stretto. Serve scongiurare sia un concordato con sacrifici incredibili, sia il fallimento”. Eugenio Stanziale sempre della Filt Cgil ha affermato: “La giunta ha assunto una posizione politica e si prende la reponsabilita’ del concordato”.

 

ORE 15,30 IL CONSIGLIO COMUNALE

Un Consiglio semivuoto con i banchi dell’opposizione pieni e quelli lato grillini deserti. Presente la sindaca Raggi. Un gruppo di attivisti dei Cinque stelle e di lavoratori Atac ha contestato il segretario dei Radicali italiani, Riccardo Magi, al suo arrivo in Campidoglio, mentre s radunano i lavoratori e sindacati di Atac per il presidio che si terrà mentre in piazza del Campidoglio mentre in Aula Giulio Cesare è convocata l’assemblea straordinaria sul caso Atac. “Volete svendere Atac agli amici vostri per due soldi”, ha gridato un’attivista contro Magi, reo di essere tra i promotori del referendum su Atac. “Non c’è niente da privatizzare in Atac – ha contrattaccato Magi, accerchiato al grido di “vergogna, vergogna”. “Atac ha una montagna debiti e i romani hanno firmato per il referendum perché lo sanno”, ha detto Magi entrando in Campidoglio. Allontanati anche dai vigili alcuni cittadini “infiltrati” per proteste contro la maggioranza.

A inizio seduta ha preso la parola la sindaca Raggi. «Per effetto di politiche sciagurate – ha detto la prima cittadina grillina – Atac rischiava il fallimento. Noi la salveremo mantenendola saldamente in mano pubblica. Salveremo un patrimonio che appartiene a tutti i romani – ha aggiunto – rilanceremo il servizio pubblico. Lo strumento per concretizzare questo impegno si chiama concordato preventivo in continuita’”.

L’Amministrazione capitolina ha sottolineato che la fase di rilancio di Atac salvaguarda il servizio per i cittadini e i livelli occupazionali dell’azienda e dell’indotto.

È stata illustrata nel dettaglio la situazione patrimoniale che -alla luce della due diligence avviata da dall’azienda e, per quanto di sua pertinenza, da Roma Capitale – si è rivelata particolarmente allarmante, soprattutto a causa dell’ingente debito pregresso di Atac.

LA RICHIESTA DELLE OPPOSIZIONI

“Il gruppo del Partito Democratico ha chiesto al Presidente del Collegio sindacale di AtacSpa, e per conoscenza a tutti i membri dell’organo di vigilanza, un’informativa urgente ed esaustiva correlata della documentazione sulla situazione gestionale, economica e finanziaria dell’azienda di trasporto pubblico della capitale”. Lo comunica in una nota il gruppo capitolino del Pd. “La sollecitazione si e’ resa necessaria a seguito delle numerose notizie di stampa sulle condizioni critiche dell’azienda cui e’ assegnato uno dei servizi pubblici fondamentali della citta’.

L’ istanza firmata dalla capogruppo Michela Di Biase e’ stata inoltrata ai sensi del D.Lgs 19/08/2016 n.175 ‘Testo unico in materia di societa’ a partecipazione pubblica’ che riconosce rilevanti competenze in capo ai consigli comunali in merito alle societa’ partecipate dai comuni. La lettera fa inoltre esplicito riferimento all’art.18 comma 4, dello statuto di Atac relativo ai doveri informativi del Presidente dell’organo sindacale nei confronti del socio e al principio di trasparenza di cui all’art. 4 del Codice Etico di Atac spa. Si tratta di una esigenza fondamentale di trasparenza nei confronti del socio unico Roma capitale, dei dipendenti dell’azienda capitolina e dell’intera cittadinanza”, conclude il comunicato.

L’Amministrazione ha chiesto di condividere un percorso trasparente di risanamento per definire ogni strategia funzionale al raggiungimento degli obiettivi comuni dell’azionista, dei sindacati e dei lavoratori: l’azienda di trasporti della Capitale in mano pubblica; servizi più efficienti per i cittadini; e il mantenimento e la valorizzazione del personale di Atac.

“Prendiamo atto della volontà politica da parte di Atac di andare avanti con il concordato preventivo. Sembra infatti che le condizioni finanziarie di Atac e Comune non permettano altre soluzioni”. Così, in una nota, Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio ed Eugenio Stanziale, segretario generale della Filt Cgil di Roma e del Lazio. “Ora per noi si apre un altro scenario – continuano i sindacalisti -. Abbiamo fatto presente le nostre preoccupazioni all’assessore Meleo e chiediamo alla giunta, quando delibererà in merito, di tenere conto di alcune condizioni per noi imprescindibili: rendere praticabile il concordato preventivo attraverso l’allungamento del contratto di servizio, non prevedere interventi sul salario dei lavoratori e sul numero di dipendenti. L’assessore ha risposto positivamente a queste richieste confermando che la giunta ragionerà sull’allungamento del contratto di servizio in house di Atac al 2024″.

“Le difficoltà sono tutte davanti – spiega all’Askanews Michele Azzola, segretario di Cgil Roma e Lazio – perché sarà il piano di rientro dal debito che detterà il perimetro delle possibilità per l’azienda. L’assessora Meleo ha detto che la Giunta, dopo oggi, procederà speditamente sulle procedure per il concordato”. Meleo, ha spiegato Azzola “ha confermato che non vuole mettere mano sugli stipendi dei lavoratori, ma la differenza la vedremo nei dettagli del Piano e del nuovo contratto. Ci siamo dati appuntamento a lunedì 11 alle 14 perché in teoria in questi giorni l’amministrazione dovrebbe approvare il Bilancio Atac 2016, fare la delibera di Giunta con il Concordato e procedere con il Piano. Credo sia un termine un po’ ottimistico, ma ne prendiamo atto e stiamo a vedere”.

 

 

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